martedì 12 ottobre 2010

COMUNICATO STAMPA DELLA COMUNITA' PAKISTANA DI MODENA E REGGIO EMILIA



Oggetto: conferenza-permanente-RE Fw: il video di CrossingTV sulla fiaccolata a Novi Modenese.
Ricevo e volentieri inoltro.
Segnaliamo il video che abbiamo realizzato sulla fiaccolata per Shenaz e Sosheen della comunità di Novi Modenese, per condannare la violenza sulle donne.

http://www.crossingtv.it/video/generazioninazione/episodio-174-per-shenaz-e-nosheen

---------- Messaggio inoltrato ----------
Da: InterculturaleZonarelli
Date: 08 ottobre 2010 16:14

Oggetto: comunicato della comunità pakistana di Modena e Reggio Emilia
A: InterculturaleZonarelli InterculturaleZonarelli@comune.bologna.it

La Comunità Pakistana è contro ai matrimoni imposti.

LA COMUNITA PAKISTANA CREDE NELLA PARITA' UOMO E DONNA.

Le comunità pakistane di Modena e Reggio Emilia , non trovano le
parole per esprimere la propria rabbia ed il proprio sdegno per il
drammatico omicidio di Shenaz Begum per aver difeso la figlia Nosheen
Butt dal padre che la voleva costringere ad un matrimonio imposto.

Noi crediamo che questi episodi isolati di violenza contro le donne
infrangano il lavoro sincero degli immigrati che hanno la volontà di
convivere con le tradizioni del paese ospitante, distruggano
l’immagine della maggioranza degli immigrati che è contro la violenza
e crede nella parità uomo e donna, interpretino male le tradizioni
degli immigrati stessi.

Crediamo che fare il padrone dei propri figli non abbia niente a che
fare con nessuna religione e nessuna cultura civile.

Nella legge pakistana un matrimonio combinato o una promessa di
matrimonio di un minorenne non ha nessun valore giuridico.

Secondo la religione Islamica, praticata dal 97% degli abitanti nel
Pakistan, ‘’chi ammazza un essere umano è come se ammazzasse tutta
l’umanità.’’

La religione e la tradizione islamica non dicono che il matrimonio va
imposto o combinato.

Questi casi, seppur isolati, ci preoccupano per il nostro futuro in
Italia. I casi isolati vanno isolati.

Noi riteniamo che questa cultura che prende di mira le donne e che
fino a pochi anni, fa era presente in molte parti del mondo, vada
combattuta insieme.

Dobbiamo cercare tutte le soluzioni possibili per sconfiggere questo
pensiero non soltanto perché rappresenta un problema di convivenza
tra i cittadini immigrati e gli italiani, ma perché crediamo alla
sacralità della vita e alla parità tra uomo e donna.

Se il caso di Nosheen, in cui la madre ha difeso la figlia(cosa che
non si era vista nel caso di Hina di Brescia e Saana di Pordenone) dà
una segnale chiaro che la metà del nostro cammino è stata fatta, ora
ci manca un altro pezzo che dobbiamo fare tutti insieme, prendendo le
distanze dalla mentalità malata che crede nella supremazia dell’uomo.

L’Associazione Pakistana di Reggio Emilia e la comunità pakistana
condannano duramente questa idea ed esprimono tutta la solidarietà a
Nosheen.

I rappresentanti dell’Associazione Pakistana di Modena e Reggio
Emilia, saranno presenti a Novi di Modena alla fiaccolata di venerdì,
organizzata dal Comune e Commissione pari opportunità contro ogni
tipo di violenza e per solidarietà con Nosheen.

Presidente dell’Associazione Culturale “Centro Minhaj-ul-Quran”
Presidente dell'Associazione Pakistana di Reggio Emilia
Presidente dell'Associazione M.L.N.W.

CENTRO INTERCULTURALE M. ZONARELLI
COMUNE DI BOLOGNA SETTORE SOCIALE
VIA G. A. SACCO 14 40127 BOLOGNA
TEL. 051 4222072
http://www.zonagidue.it/
-Associazione di Volontariato Il Ventaglio
via Lame 118 - 40122- Bologna
tel.: 051- 55 2876/ fax: 051- 55 5421

lunedì 11 ottobre 2010

"PARITA' TRA UOMINI E DONNE DEVE ESSERE OBIETTIVO DI TUTTI" Su questo si impegnino le istituzioni.

 COMUNICATO DEL  FORUM DELLE DONNE DELLA PROVINCIA DI REGGIO EMILIA
 RIUNITOSI  Il  7/10/2010


"La A cura dell’Ufficio Stampa della Provincia di Reggio Emilia – Corso Garibaldi, 59
Tel. 0522.444151 (f.macchi) - 444134 (s.mannari) mail: ufficio.stampa@mbox.provincia.re.it
Reggio Emilia, 8 ottobre 2010

Il Forum delle donne interviene sulla tragica fine di Sarah Scazzi e di Begun Shanhaz, uccisa dal marito perchè difendeva la figlia:  "Su questo si impegnino le istituzioni"

Il Forum delle donne della Provincia di Reggio Emilia, riunitosi il 7 ottobre, intende manifestare sdegno, dolore e condanna per la tragica fine dell’adolescente pugliese Sarah Scazzi e di Begum Shanhaz, la donna pakistana di Novi di Modena, uccisa del marito per salvare la figlia Nosceen.

Pur nella sostanziale diversità dei casi, le due vicende, mentre da un lato confermano il coraggio e la forza delle donne nell’opporsi alle vessazioni e nel favorire i cambiamenti culturali e sociali, dall’altro evidenziano ancora una volta come il prezzo di questo cambiamento sia sempre per loro troppo alto e violento.

La determinazione delle donne, spesso anche molto giovani, per far valere il proprio punto di vista, le proprie scelte, i propri diritti, è troppe volte fonte di segregazione, violenze domestiche, omicidi, come confermano le cifre ufficiali: in Italia la violenza domestica è la prima causa di morte per le donne dai 16 ai 44 anni, ed ogni due giorni si consuma un delitto in famiglia.

Questi drammi che spesso si consumano sulle fasce più deboli della società mettono in evidenza tradizioni culturali proprie di comunità chiuse, dove in famiglia il maschio è il padrone della vita e della morte delle componenti femminili.
Come già per Hina e Sanaa il rifiuto da parte delle ragazze immigrate di queste barbare usanze tribali determina una conflittualità che a Novi ha trovato alleate due generazioni di donne, madre e figlia, e dove la madre ha pagato con la vita la condivisione della ribellione della figlia, mentre l’ambiente dell’omicidio di Sara lascia presumere possibili silenzi familiari da parte delle stesse donne della famiglia.

Di fronte alla drammaticità di questi eventi, è sbagliato ricorrere semplicemente alla stigmatizzazione, all’esclusione, all’isolamento.

Per questo il Forum delle donne della Provincia di Reggio Emilia chiede l’impegno di tutte le istituzioni affinchè si applichino le leggi esistenti, al fine di costruire reali condizioni di parità tra uomini e donne, e questo a cominciare dalle istituzioni scolastiche. Solo questo può imprimere i necessari e urgenti cambiamenti culturali e sociali.

Si auspica infine che questo tema non sia solo a carico delle donne, ma veda una forte ribellione e condivisione da parte della componente maschile della società.

Tutti devono sentire la propria responsabilità nella ricerca delle condizioni che permettano a donne e uomini di ogni nazionalità e cultura di essere realmente liberi e autonomi.

martedì 5 ottobre 2010

Fiaccolata per Nosheen venerdi 8/10 a Novi

Fiaccolata per Nosheen venerdì 8 a Novi


Comunicato stampa n.188 - martedì 5/10/2010

Una fiaccolata di solidarietà con la giovane Nosheen – la ragazza pakistana picchiata selvaggiamente dal fratello perché rifiutava il matrimonio combinato – si terrà la sera di venerdì 8 ottobre a Novi di Modena, con partenza alle ore 20 dalla Piazza 1°Maggio, promossa dai quattro Comuni che fanno parte dell’Unione Terre d’Argine assieme alla Commissione Pari Opportunità dell’ente.

“Con questa iniziativa - spiega il Sindaco di Novi Luisa Turci, che ha la delega anche alle Pari Opportunità – vogliamo esprimere innanzitutto il cordoglio della nostra comunità per la morte della signora Begum Shanhaz, barbaramente uccisa dal marito. Quindi manifestare solidarietà alla giovane figlia e a tutte le donne costrette a subire la violenza maschile, che non è solo quella alimentata da un’arcaica cultura patriarcale all’interno delle comunità straniere ma anche quella subita da tante donne italiane per mano dei loro padri, mariti e compagni”.
Gli organizzatori della fiaccolata chiedono ai cittadini, alle forze politiche e, in modo particolare, alle comunità straniere di partecipare al corteo di venerdì per manifestare la ferma condanna della violenza e la volontà di rafforzare il processo di integrazione. “Non c’è alternativa – aggiunge Turci – all’integrazione degli immigrati extracomunitari nella comunità nazionale. Chi vive, lavora, studia in Italia da anni e segue le regole del nostro Paese deve sentirsi italiano a tutti gli effetti. Soprattutto i giovani figli di immigrati che già seguono gli stili di vita dei ragazzi italiani. Dobbiamo aiutarli a uscire dalla loro condizione di sudditanza, favorire in ogni modo la conquista della piena cittadinanza italiana. Solo in questo modo – conclude Luisa Turci – si costruisce un futuro migliore per tutti e si garantisce più sicurezza per la nostra comunità”.

Silvia Borsari.
Segreteria Commissione Pari Opportunità C.soA.Pio 91-41012 Carpi
Sede Municipale 059 649788

SUI CRIMINI MASCHILI CONTRO LE DONNE (quotidianità)

Sui crimini maschili contro le donne

Orrore e raccapriccio ci ha suscitato l'ennesimo crimine perpetrato da
due maschi, un padre ed un fratello di nazionalità pakistana che hanno massacrato
moglie e sorella , uccidendone una a sassate e riducendo in fin di vita
l'altra a colpi di spranga.

La colpa " infamante" di cui si sarebbero rese colpevoli le due donne,
sarebbe quella di aver rifiutato un matrimonio imposto , disubbidendo
così alla legge maschile di disporre a proprio arbitrio di corpi e
menti femminili.
Per questo è sembrato loro " naturale" deciderne
l'eliminazione. Un costume ed una forma mentis che questi criminali
pakistani condividono con molti maschi italiani ed " occidentali" , sono
trasversali alle in-culture più disparate.

 Per assassinare le donne si
usano strumenti di morte diversi: la pietra, il coltello, la pistola, le
mani nude, e alcuni strumenti ci fanno più orrore di altri. Ma alla
fine che cosa cambia? Nessun alibi, nè giustificazione devono essere
invocate, auspichiamo che le pene siano severissime. Perchè sono
assassini e basta.
Dato il clima imperante, il crimine dei pakistani potrebbe essere usato
contro tutti i migranti: ci sentiamo di dire invece che la nostra
risposta non può essere l'esclusione dello straniero come non è la
demonizzazione degli uomini italiani. Bisogna punire chi uccide e
sostenere chi rispetta le nostre leggi. Ed invece di tante polemiche
sulla cittadinanza, perchè, fra i criteri con cui la si concede, non
inserire che sia subordinata alle condizioni in cui vivono le donne
della famiglia?
 Sappiamo bene che a molte donne vengono negati diritti
elementari come il rispetto della persona, il diritto alla libera circolazione, all'istruzione, a
vestirsi come loro piace, a scegliersi l'uomo col quale sposarsi e
gli/le amici/che da frequentare.
 E per le stesse ragioni la cittadinanza
dovrebbe essere revocata a quegli italiani che negano questi diritti
alle donne.

ASSOCIAZIONE NONDASOLA, ONLUS
associazione interculturale donne insieme contro la violenza

Terra di Donne condivide ed aderisce a questo comunicato.

mercoledì 7 luglio 2010

FEMMINISMO GENERAZIONI A CONFRONTO

In studio a Repubblica Tv ne parlano la regista Francesca Comencini, che ha scritto lo spettacolo, e Lunetta Savino, che lo interpreta insieme a Isabella Ragonese. Conduce Tiziana Testa:

Quarant’anni dopo le conquiste del movimento femminista, uno spettacolo porta in scena il dialogo tra due donne di età diverse. Un faccia a faccia in cui affiorano delusioni, incomprensioni, pregiudizi su libertà, diritti, vera o presunta emancipazione. Lo spettacolo in tour per l’Italia – dal titolo ‘Libere’ – è un atto unico seguito da dibattito.

TEATRO: LE SORELLE COMENCINI PER LA PRIMA VOLTA INSIEME PER LA LIBERTA' DELLE DONNE

In scena a Roma 'Libere' con Lunetta Savino e Isabella Ragonese
http://tv.repubblica.it/copertina/femminismo-generazioni-a-confronto/50090?video

COLLEGAMENTO PER VISIONANARE IL TRAILER DELLA RAPPRESENTAZIONE TEATRALE.

(IRIS) - ROMA, 30 GIU - "Costruiamo insieme da subito una grande associazione di donne": è l’appello lanciato da un vasto gruppo di donne, diverse per età, professione e opzione politica, preoccupate per come oggi viene rappresentata la questione femminile nel nostro Paese.

'Di Nuovo' è il nome della neonata associazione di donne che in un documento condiviso spiegano perché non si riconoscono nella rappresentazione dei media che lede la dignità delle donne e ne sottrae la realtà, preoccupate per la crescente quantità di episodi di violenza contro il genere femminile inversamente proporzionale al tasso di occupazione, il più basso in Europa. Per non parlare degli scandali sessuali, del corpo usato come merce, della remunerazione salariale più bassa di quella dei colleghi maschi, etc.

Per discutere della libertà delle donne il gruppo “Di Nuovo” invita venerdì 2 luglio all’Accademia Nazionale della Danza (largo Arrigo VII 5, Roma – alle ore 21,30) all’atto unico di Cristina Comencini 'Libere', con Lunetta Savino e Isabella Ragonese, per la regia di Francesca Comencini.

Lo spettacolo sarà seguito dalla discussione e la presentazione del documento “La nostra libertà” firmato da: Elisabetta Addis, Milena Boccadoro, Marina Calloni, Stefanella Campana, Iaia Caputo, Anna Carabetta, Carlotta Cerquetti, Cristina Comencini, Francesca Comencini, Licia Conte, Barbara Corrao, Elisa Davoglio, Ilenia De Bernardis, Daniela De Pietri, Valeria Fedeli, Fabrizia Giuliani, Francesca Izzo, Francesca Leone, Anna Francesca Lieggi, Anna Maria Mori, Monica Pasquino, Fabiana Pierbattista, Ilaria Ravarino, Anna Maria Riviello, Simonetta Robiony, Elena Rosa, Maria Serena Sapegno, Lunetta Savino, Giorgia Serughetti, Sara Ventroni.

Scappi Anna.



lunedì 31 maggio 2010

Vaticano . Quando la chiesa crocefigge tutte le donne . Don Enzo Mazzi

uno articolo di don Enzo Mazzi, sacerdote della comunità dell'Isolotto - Firenze

ci vuole un sacerdote "speciale" per dire le verità che nessuno,  osa dire? buona lettura,

VATICANO - QUANDO LA CHIESA CROCEFIGGE TUTTE LE DONNE
di Enzo Mazzi - Il Manifesto 4 aprile 2010

Ci sono donne nella Lega? Sarebbe forse l'ora che si facessero sentire.
Utilizzate come merce in uno dei più volgari sistemi di baratto: lo scambio elettorale.
Ridotte a tangenti, come fossero mazzette, per ottenere un appoggio nella competizione politica.
Usate in modo immondo, vendute sul mercato politico, rese tutte prostitute a forza, violentate nei loro apparati riproduttivi.
Questo appare con tutta evidenza il senso delle dichiarazioni dei nuovi monarchi leghisti del Piemonte e del Veneto.
Per festeggiare la loro vittoria elettorale non hanno trovato di meglio che crocifiggere le donne sulla croce del sistema il più possibile punitivo dell'aborto.
Come facevano gli imperatori romani che impalavano masse di schiavi per salutare i loro trionfi.
Le donne assassine devono soffrire il più possibile nel compiere i loro misfatti contro la vita che hanno in grembo. Ed essere esposte senza pietà,
magari alla gogna degli antiabortisti come accade negli Usa, nei reparti ospedalieri dove si consuma l'aborto,abbandonate e scaricate da infermieri e medici cattolici ligi all'obbligo dell'obiezione di coscienza.
 Ed essere private dalla possibilità di scegliere liberamente la metodologia farmacologica perché considerate persone inaffidabili, incapaci di distinguere un aborto da un «mal di testa» e quindi propense ad assumere la pillola abortiva come si prende un'aspirina.
Ci sono donne nella Chiesa cattolica?
In questo sabato santo che chiude la settimana di passione dovrebbero forse baciare le piaghe le une delle altre, invece che quelle di Gesù, cantare al posto dell'alleluia pasquale il loro riscatto dal possesso spietato della casta clericale che le usa come strumento di pressione per avere ogni sorta di
privilegi e, insieme, ottenere la negazione della pillola abortiva, forse una legge restrittiva della legge 194, se non addirittura il ritorno alla legge penale che puniva l'aborto con la prigione.
Ci sono uomini liberi nella Lega e negli altri partiti di ogni colore e nella Chiesa Cattolica e nel mondo laico? Sarebbe l'ora che uscissero allo scoperto e aiutassero a manifestarsi e sostenessero la ribellione delle donnedi fronte a questo immondo spettacolo
Ci sarà qualcuno capace di dire ai rappresentati del sacro - che non disdegnano nemmeno la banalizzazione dell'Olocausto per passare a tutti i costi
come vittime di una presunta «campagna di calunnie» - che il loro accanimento contro le donne è una delle cause non secondarie della pedofilia del clero? La misoginia a cui sono indotti i sacerdoti da una formazione repressiva e castrante porta a esprimere in modo perverso le pulsioni non educate e condivise.
O il prete attraverso una rete di relazioni autentiche viene indotto a intraprendere un cammino di liberazione faticoso ma possibile, rispetto al lavaggio del cervello che ha ricevuto in seminario e rispetto alla omologazione teologica e pastorale o si chiude in un intristimento senza speranza che lo porterà verso irrigidimenti ideologici e verso depravazioni sessuali come la pedofilia appunto.
Non per nulla si trova che i preti pedofili sono spesso i più intransigenti e fondamentalisti nel campo dell'etica riproduttiva.
Non ho fatto volare sogni. Ho intravisto segni dei tempi che stanno covando nel seno della realtà storica come magma nella pancia di un vulcano. L'augurio pasquale è che il vulcano represso esploda presto trasformando la crocefissione della donna in annuncio nuovo di vita.

1/6/2010 . non è mai troppo tardi
 Anna Scappi



Aborto ,RU 486 intervista del 5/10/2008 dall' Informazione al Prof. Giovanni La Sala


ETICA
E SOCIETÀ

Al Santa Maria Nuova 13 ginecologi su 18 dicono no alle interruzioni di gravidanza e ai contraccettivi d’emergenza.  Aborto, sempre più medici obiettori ?.

Il Prof. La Sala: «Sono il 72% ma la percentuale crescerà nei prossimi anni»
Nel 2007 crescita record di interruzioni di gravidanza chimiche: + 56 casi
Ru 486 e pillola del giorno dopo
A Reggio aumentano le richieste.
Nel 2007 sono state 675 le Ivg eseguite nel nosocomio cittadino. Sono 5 i dottori che assistono le
donne che non vogliono tenere il bimbo. In aumento i professionisti che scelgono di preservare la vita. Anche la pillola del giorno dopo può essere negata dal medico di turno.
Norlevo: boom di vendite alle Farmacie Riunite. Ne fanno uso soprattuttole giovanissime tra i 14 e i 20 anni sostiene Elisa Sassi.
Reggio il 72% dei ginecologi in servizio al SantaMaria Nuova è obiettore di coscienza.Sono ben 13 su 18
infatti i medici che non fanno interruzioni di gravidanza, non somministrano la Ru 486 e possono dire no anche alla pillola del giorno dopo.Tutte queste pratiche quindi restano a carico si cinque dottori,compresi il primario e il vice.
Nel 2007 hanno eseguito 675 aborti e sono alle prese con la crescente richiesta di pillole del giorno dopo. Il problema è stato affrontato in Regione nell’ambito della discussione sulle linee guida per l’applicazione della legge 194 proposte dall’assessore alla sanità,Giovanni Bissoni.
 Ma cosa succede al Santa Maria Nuova? Lo abbiano chiesto la Prof.Giovanni Battista  La Sala,Direttore della Unità Operativa di Ostetricia e Ginecologia dell'ospedale Santa Maria di Reggio.
Prof. La Sala il numero di medici obiettori è molto alto all'interno del suo reparto. Cosa comporta a livello organizzativo ?«Prima di tutto che sono pochi i medici che praticano le interruzioni di gravidanza con i metodi tradizionali. Sono cinque compreso il sottoscritto».
E' un problema?«Oggi non direi perchè riusciamo a far fronte alle richieste delle pazienti anche considerando
che gli aborti sono in diminuzione.Credo però che il problema si presenterà nei prossimi anni perchè i medici
obiettori di coscienza sono in sensibile aumento».
Perchè ci sono sempre più obiettori?
«Non credo sia possibile fornire una risposta univoca a questa domanda. La legge offre ai dottori la possibilità di non praticare aborti e chi diventa obiettore lo fa per motivi etici del tutto personali».
In Regione si parla di aumenti per i ginecologi che devono fare il lavoro degli obiettori. E' d'accordo?«A dire il vero non abbiamo chiesto incentivi economici e non direi che siamo sottoposti ad un superlavoro».
Cosa succede quando viene richiesta la pillola del giorno dopo?
«Un obiettore ha il diritto di rifiutarsi di somministrarla anche se si discute su questo punto perchè non tutti  i medici  ritengono che possa avere veri e propri effetti abortivi.
Si sono verificati casi in cui sia stata negata?«
Presumo di si anche perchè le richieste sono numerose specie nei fine settimana.
Se quella sera è di turno un obiettore può negare la somministrazione.

La donna ha comunque 72 ore di tempo per assumerla e quindi può tornare il giorno dopo  o rivolgersi al medico curante .
E la Ru 486?
«E' diverso perchè è una pillola abortiva che segue un iter diverso. I casi restano poco numerosi,  1-2% delle interruzioni di gravidanza, e viene somministrata quando il medico lo ritiene e su richiesta della paziente».
In Regione si discutono nuove linee guida per una corretta applicazione  della
194. Cosa chiede ai politici''?«Credo che sia importante non spaccare il fronte in guelfi e ghibellini. La legge 194 nel suo complesso è una legge buona e molto chiara.I criteri per la sua corretta applicazione sono scritti nel testo senza dover nulla togliere o aggiungere».

 Il Prof. Giovanni Battista  La Sala è Direttore della Unità Operativa di Ostetricia e Ginecologia dell'Arcispedale Santa Maria di Reggio,nonchè responsabile del Centro per la Diagnosi e Terapia della Sterilità Involontaria di  coppia, del medesimo.


Il Papa: i cattolici non ci seguono.
I metodi contraccettivi che impediscono la procreazione di figli snaturano il senso ultimo del matrimonio: è il duro attacco alla contraccezione di Benedetto XVI, in un messaggio inviato ad un congresso sui 40 anni dell' Humanae Vitae (l'enciclica con cui Paolo VI proibì la pillola), che si è svolto a Roma. Nel corso del suo intervento il Pontefice ha sottolineato come pillola e preservativo siano utilizzati anche da molti cattolici che hanno «difficoltà a comprendere il messaggio della Chiesa, che illustra e difende la bellezza dell'amore coniugale nella sua manifestazione naturale». In questo senso il Pontefice ha esortato i sacerdoti affinchè «nella pastorale matrimoniale e familiare sappiano orientare le coppie a capire con il cuore il meraviglioso disegno che Dio ha iscritto nel corpo umano, aiutandole ad accogliere quanto comporta un autentico cammino di maturazione».
2006 2007

31/5/2010
Anna Scappi.

APPLICAZIONE DELLA RU 486 SUL TERRITORIO REGIONALE E.R


Inviamo copia del comunicato stampa con il quale la Regione Emilia Romagna conferma i profili di assistenza in merito all'applicazione della pillola RU 486 sul territorio regionale .

Rimane ancora la necessità che si proceda concretamente all'elaborazione di un orientamento comune tra le regioni nell'elaborazione di Linee guida condivise che garantisca no effettivamente modalità omogenee di piena applicazione della L. 194/78 e che per quanto riguarda la IVG farmacologica garantiscano effettivamente il punto di equilibrio tra diritto all'autodeterminazione delle donne ed esigenza di sicurezza clinica nei protocolli.

Ma il percorso rimane accidentato, anche solo per quanto riguarda la garanzia dei livelli essenziali delle "prestazioni concernente i diritti sociali e civili" su tutto il territorio nazionale , come esiti di un esplicito principio costituzionale (art. 117)

RU486, in Regione confermati i profili di assistenza

In Emilia-Romagna è possibile l'interruzione di gravidanza volontaria medica in day hospital e in ricovero ordinario

IN SINTESI:

In Emilia-Romagna sono stati confermati i profili di assistenza previsti per l´RU486 e cioè la possibilità di interruzione di gravidanza medica in day hospital e in ricovero ordinario. Gli indirizzi regionali sono stati trasmessi alle aziende sanitarie della Regione dall’assessore Giovanni Bissoni in seguito all’istruttoria sugli aspetti tecnico-scientifici e giuridici. La validità degli aspetti tecnico scientifici e di quelli giuridici dei profili di assistenza è stata confermata e la Regione ha ribadito la disponibilità a partecipare all´elaborazione di linee guida nazionali.

(15 aprile 2010) - In Emilia-Romagna sono confermati i profili di assistenza previsti per l´RU486 : possibile l´Ivg medica in day hospital e in ricovero ordinario.

Conclusa l’istruttoria sugli aspetti tecnico-scientifici e giuridici inerenti all’utilizzo in Emilia-Romagna della RU486, avviata dalla Regione dopo la nota del ministro della salute Fazio contenente il parere del Consiglio superiore di sanità che prevede il ricovero ordinario per l’ Ivg medica, l’assessore Giovanni Bissoni ha trasmesso alle direzioni generali e alle direzioni di ostetricia e ginecologia delle Aziende sanitarie le valutazioni e gli indirizzi regionali al riguardo.

In merito agli aspetti tecnico scientifici , la validità dei profili di assistenza trasmessi alle Aziende sanitarie dalla Regione nel dicembre 2009 e già frutto del confronto e della elaborazione dei professionisti, “è stata confermata - si legge nella nota - dal supplemento di istruttoria condotto dai direttori sanitari e dai direttori di ostetricia e ginecologia delle Aziende sanitarie nella riunione del 31 marzo scorso. In quella sede è stata presa in esame la letteratura scientifica a fondamento del parere tecnico reso dal Consiglio superiore di sanità rilevando come essa nulla aggiunga o modifichi rispetto alle conclusioni cui si era giunti in ambito regionale”.
L’Emilia-Romagna dunque ribadisce la possibilità di effettuare l’Ivg medica in day hospital che, nell’esperienza di questi anni, ha dimostrato di garantire appieno la salute della donna. Così come ribadisce la possibilità, per la donna e il medico, di scegliere comunque il ricovero ordinario . Al riguardo, la nota prevede ulteriori precisazioni rispetto alle precedenti indicazioni per rendere più chiara la possibilità di effettuare l’Ivg medica in regime di ricovero ordinario, mantenendo la finalità della valorizzazione dell’autonomia e della responsabilità del personale medico.

In merito agli aspetti giuridici , si riportano le valutazioni della Commissione di consulenza legislativa della Giunta regionale, la quale ha rilevato come le procedure scelte dall’Emilia-Romagna siano pienamente coerenti con la legge 194 ed assunte nel legittimo esercizio della competenza organizzativa regionale in materia di tutela della salute.

Nel trasmettere le valutazioni e gli indirizzi regionali al ministro Fazio, l’assessore Bissoni ha ribadito la disponibilità della Regione a partecipare alla eventuale elaborazione di linee guida nazionali condivise, nel rispetto delle procedure previste dalla legge in materia.
Saluti  31/5/2010
Anna   Scappi









mercoledì 21 aprile 2010

ESSERCI, SI! MA COME?



Uno degli obiettivi dell’Associazione Terra di Donne consiste nell’individuare azioni e comportamenti da porre in atto individualmente e già da ora, per circoscrivere e delimitare la quantità di merci e servizi da cui tutti dipendiamo in modo più o meno massiccio, favorendo la condivisione delle buone pratiche per migliorare il benessere e ridurre la quantità di rifiuti immessi nell’ambiente in cui viviamo.
Abbiamo cercato di individuare obiettivi tangibili e alla portata di tutti e siamo consapevoli che tantissimi sono ancora quelli a venire, ma soprattutto è indispensabile il contributo la ricchezza e la creatività di tutti.

Ci siamo ispirate al Decalogo della Decrescita Felice che riassume in sé valori e aspetti nei quali ci riconosciamo.

1. Accorciare le distanze tra produzione e consumo, sia in termini fisici che umani. Ricollocare il più possibile l’economia nel territorio in cui si vive. Chiedersi sempre quanta strada ha fatto ciò che si sta consumando e chi lo ha prodotto. Fare acquisti direttamente dal produttore oppure creare o entrare a far parte di un Gruppo d’Acquisto Solidale (GAS) per: minimizzare i chilometri percorsi dai beni nel loro viaggio tra luogo di produzione e luogo di consumo; stabilire rapporti umani di amicizia e fiducia con chi produce.

2. Riscoprire il ciclo delle stagioni ed il rapporto con la terra. Trovare il tempo per interrogarsi sulle qualità, ecologiche ma non solo, di ciò che si sta consumando e quale potrebbe essere l’alternativa più ecologica, salutare, piacevole e conviviale per soddisfare gli stessi bisogni. Fermarsi a contemplare la Natura, comprendere i suoi cicli e confrontarli con i cicli industriali che sono alla base del proprio modello di produzione e consumo. Confrontare i propri ritmi con quelli della Natura. Rallentare, invece di accelerare. Riscoprire il gusto di aspettare la stagione giusta per assaporare i frutti della terra nel momento in cui sono più saporiti e nutrienti. Conoscere il territorio in cui si vive e le risorse naturali e umane che offre, anche in termini di saper fare derivante da conoscenze tradizionali (artigianato, cultura popolare, metodi colturali).

3. Ridefinire il proprio rapporto con i beni e con le merci. Sostituire il più possibile le merci (prodotte per essere vendute) con beni autoprodotti o scambiati all’interno di relazioni non mercatili, riportando il mercato alle sue dimensioni fisiologiche (acquisire e diffondere la consapevolezza che il mercato non può essere eliminato, ma, allo stesso tempo, non è l’unico luogo dove poter soddisfare i propri bisogni). Autoprodurre il più possibile: beni alimentari (ad es. yogurt, pane, ortaggi, dolci, liquori, conserve alimentari…); altri beni (ad es. capi di vestiario, mobili… ) Analizzare, valutare e promuovere i vantaggi dell’autoproduzione rispetto all’acquisto di merci in termini di maggiore qualità dei beni utilizzati (assenza di additivi chimici e processi finalizzati all’incremento della produzione e alla riduzione dei costi a scapito della qualità), minore impatto ambientale (meno energia e trasporti, meno imballaggi e rifiuti, più recupero e riciclaggio), conservazione e trasmissione del saper fare, creazione di momenti di nuova socialità.

4. Ricostruire le interazioni sociali attraverso la logica del dono. Creare momenti comunitari di scambio di beni autoprodotti utilizzando la logica del dono, facendo attenzione a non cadere nella logica del baratto: il baratto è il precursore della moneta e, quindi, degli scambi mercantili! Donare la propria esperienza, il proprio sapere e il proprio tempo agli altri. Condividere le proprie esperienze come presupposto per ulteriori scambi non mercantili di beni e competenze. Donare beni, tempo, sapere e saper fare essendo sempre consapevoli che in una comunità c’è l’obbligo di donare, l’obbligo di ricevere e l’obbligo di restituire più di quanto si è ricevuto.

5. Fare comunità Consolidare nel tempo le relazioni umane non mediate dal denaro all’interno della propria cerchia familiare, anche allargata, e all’interno della propria cerchia di amici e conoscenze. Creare periodicamente le occasioni per fare in modo che le relazioni umane generate dall’economia del dono diventino il più possibile stabili nel tempo.

6. Allungare la vita alle cose, rifiutando la logica dell’ “ultimo modello”. Adottare uno stile di vita che poggi sulle quattro R (riduzione, riuso, recupero, riciclaggio) e impegnarsi a diffonderlo il più possibile e con tutta la creatività di cui si è capaci in ambito familiare, tra gli amici, sul posto di lavoro. Trattare le le merci per quello che sono: un mezzo e non un fine. Usare tutta la propria creatività per aumentare la durata di qualsiasi bene (ad es. rigenerazione motori automobilistici, superamento del concetto di moda e adozione del concetto di utilità, abitudine alla autoriparazione dei beni, ecc.).

7. Ripensare l’innovazione tecnologica. Adottare tecnologie che riducono il consumo di risorse naturali preferendo l’innovazione volta al risparmio invece che quella rivolta all’incremento dei consumi. Interagire con le imprese che propongono prodotti o servizi capaci di ridurre, anche drasticamente, i nostri consumi.

8. Esserci pesando il meno possibile sull’ambiente, come forma di massimo rispetto per noi stessi e le generazioni future. Ridurre il più possibile la propria impronta ecologica, facendo le stesse cose con meno oppure evitando di fare cose non strettamente necessarie per il proprio benessere e quello degli altri. Ridure l’impiego di mezzi di locomozione propri, laddove possono essere sostituiti da mezzi pubblici o mezzi meno inquinanti. Adottare e diffondere forme di trasporto condivise come il car sharing o il car pooling. Attuare prassi di risparmio energetico (incremento dell’efficienza energetica della propria casa e nell’utilizzo di apparecchiature domestiche, proposizione di impianti condominiali più efficienti nell’uso delle fonti energetiche - realizzazione di apparati di autoproduzione dell’energia). Proporre, e attuare per quanto possibile, un modello altrenativo alle grandi centrali e al trasporto dell’energia su lunghe distanze, basato sulla produzione energetica su piccola scala per l’autoproduzione e la vendita alla rete delle eccedenze.

Al fine di rendere tangibili queste proposte stiamo riscoprendo e valorizzando il nostro territorio locale, anche dal punto di vista delle produzioni agricole e commerciali, ed a questo proposito abbiamo istituito il G.A.S. Donne di Terra, indipendente dall’associazione, che porta il nome evocativo di “donne di terra” per significare il forte legame che lega da millenni le donne alla terra.
Terra come madre in grado di fornire tutti gli elementi, gli equilibri e le connessioni indispensabili alla vita per ogni essere vivente, quindi una terra che oggi più che mai richiede rispetto, venerazione e cura.

Le prime iniziative che vi vogliamo proporre sono alcune piccole “convenzioni” con attività di Guastalla che ci sembra promuovano uno sviluppo sostenibile, che rispetta le persone, gli animali, l’ambiente.
Abbiamo attivato rapporti diretti con loro e nostra intenzione è di mantenere viva e attiva la nostra presenza e il confronto sui temi di sostenibilità di rapporto equo fra prodotto e prezzo.
Le attività in questione sono:

• CASEIFICIO POSSIONCELLA - v. Longarini 17 Guastalla vendita di latte crudo, parmigiano reggiano e formaggi.

• BOTTEGA RAVINALA - v. Beccarla, 4 Guastalla vendita prodotti equo solidali alimentari biologici e convenzionali, e artigianato.

Non resta che chiedervi di restare informati sulle prossime iniziative che promuoveremo e di non esitare a farci conoscere il vostro punta di vista, i vostri preziosi suggerimenti e perché no, la vostra collaborazione.
Un saluto da “donne di terra”.

SALUTE E RIFIUTI IN CENERE? NON BRUCIAMO IL NOSTRO FUTURO!















Della serie di eventi "PRIMAVERA DONNA
Prendiamoci cura oltre le mura domestiche"

Venerdì 23 Aprile 2010 - ore 21.00
presso CENTRO SOCIALE “ I° MAGGIO”

SALUTE E RIFIUTI IN CENERE?
NON BRUCIAMO IL NOSTRO FUTURO!

PUBBLICO DIBATTITO

Ne parliamo con:

PATRIZIA GENTILINI - Associazione medici per l’ambiente, oncoematologa dell’Isde di Forli.

LUIGI GARDINI - del Coordinamento “Noi Ambiente e Salute”

ALDROVANDI GIANFRANCO - del Coordinamento Provinciale “Ambiente e Salute”

In collaborazione con :

• COMITATO CIVICO per CORREGGIO VERDE, DOSOLO e VILLASTRADA
• “NOI AMBIENTE E SALUTE” VIADANA
• ASSOCIAZIONE “LIBERA” BORETTO
• COORDINAMENTO PROVINCIALE “AMBIENTE e SALUTE”
• “CESTA DI ARTEMIDE” REGGIOLO
• CENTRO SOCIALE “I° MAGGIO” GUASTALLA