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lunedì 10 settembre 2012

Donne vittime di stalking, 41.500 euro all'ospedale di Parma

 

41.500 euro saranno destinati al progetto dell’azienda ospedaliero-universitaria di Parma per “L’accoglienza ospedaliera alle donne vittime di violenza e stalking”, grazie al finanziamento ottenuto dalla Presidenza del consiglio dei ministri, dipartimento per le pari opportunità.

L’accordo è stato siglato dal direttore generale dell’azienda Leonida Grisendi, alla presenza del ministro Elsa Fornero, che attualmente ha in carica la delega alle pari opportunità. Il progetto prevede due momenti: uno di formazione del personale, in particolare di pronto soccorso, ostetricia e ginecologia e un secondo dedicato alla standardizzazione delle procedure di accoglienza

“Il riconoscimento assegnato al progetto aziendale premia il lavoro interprofessionale degli operatori sanitari che da alcuni anni sono impegnati nel miglioramento delle procedure interne di accoglienza delle persone fragili. Per l’ospedale si tratta di un incontro con il territorio, un’estensione della propria missione di cura, che risponde alla necessità di riconoscere il paziente non solo nelle sue necessità cliniche, ma nella sua umana complessità”, ha spiegato Grisendi. 

FONTE: 24 Emilia

venerdì 6 luglio 2012

Violenze Afgane..da combattere!!!

Cari amici, 



Dopo essere stata rapita, violentata e torturata dalla polizia afgana, la diciottenne Lal Bibi sta ora combattendo contro l'impunità delle forze dell'ordine e la tradizione ancestrale secondo la quale dovrebbe commettere suicidio. Gli avvocati non riescono a portare i suoi stupratori a giudizio, ma una forte protesta a livello globale potrebbe convincere i paesi donatori che stanno per consegnare miliardi all'Afghanistan a usare la loro influenza perpretendere un cambiamento reale per Lal Bibi e tutte le donne afgane. Firma la petizione e dillo a tutti: 



Firma la petizione!
Per cinque giorni la diciottenne Lal Bibi è stata rapita, violentata, torturata e incatenata al muro da un gruppo di potenti ufficiali della polizia afgana. Ma lei ha deciso di fare quel che alle donne afgane è vietato: sta reagendo, e insieme possiamo aiutare lei e tutte le donne afgane a ottenere giustizia.

Secondo una tradizione ancestrale, come donna che ha subìto violenza, Lal Bibi è stata “disonorata” e sarà costretta a uccidersi, come afferma pubblicamente lei stessa, a meno che i suoi aguzzini verranno consegnati alla giustizia per restituirle onore e dignità. In genere il sistema giudiziario afgano non persegue casi simili e fino a questo momento i maggiori sospettati nel caso di Lal Bibi non sono stati chiamati a giudizio, probabilmente nella speranza che l'attenzione internazionale si attenui. Ogni giorno che passa senza che avvenga alcun arresto spinge sempre più Lal Bibi al suicidio, ma c'è ancora speranza.

Questo fine settimana è previsto che Stati Uniti, Gran Bretagna, Giappone e altri importanti donatori si impegneranno a devolvere 4 miliardi di dollari all'Afghanistan, soldi destinati proprio a finanziare le stesse forze di polizia responsabili delle violenze nei confronti di Lal Bibi. Una protesta globale può però indurre i donatori ad agire, ponendo come condizione alle loro sovvenzioni un'azione forte per combattere le violenze e proteggere le donne. Non ci rimane molto tempo: clicca sotto per chiedere il cambiamento che può salvare la vita di Lal Bibi e la nostra petizione sarà consegnata proprio alla conferenza dei donatori a Tokyo: 

https://secure.avaaz.org/it/justice_for_lal_bibi_c/?bStJhcb&v=15792 

Le usanze locali in alcune zone dell'Afghanistan impongono che le donne che subiscono violenze sessuali, poiché disonorate, debbano commettere suicidio per ristabilire l'onore della loro famiglia per generazioni. Incredibilmente però Lal Bibi e la sua famiglia stanno tentando con coraggio di salvarle la vita insistendo nel voler perseguire i suoi torturatori e spostando su di loro la colpa, agli occhi della società.

Le forze di polizia afgane responsabili della violenza dipendono fortemente da finanziamenti esteri che verranno promessi questo fine settimana, quando tutti i maggiori benefattori si riuniranno a Tokyo. I paesi donatori possono e devono pretendere che i fondi non vengano spesi per potenziare forze di polizia che agiscono con vergognosa impunità e che gli ufficiali di polizia lavorino per proteggere le donne, non per aggredirle!

In tutto l'Afghanistan ci sono centinaia di donne e ragazze che sono soggette alla stessa “giustizia tribale” inflitta a Lal Bibi. Altre migliaia stanno seguendo con attenzione la vicenda per vedere in che modo il governo afgano e il mondo intero risponderanno alla ragazza che sta reagendo rifiutandosi di morire in silenzio. Sosteniamola: firma la petizione qui sotto e dillo a tutti:

https://secure.avaaz.org/it/justice_for_lal_bibi_c/?bStJhcb&v=15792 

La guerra globale alle donne è implacabile. Più volte la nostra comunità si è però unita per combatterla. Abbiamo aiutato a fermare la lapidazione illegale di Sakineh Ashtiani in Iran e combattuto perché le sopravvissute agli stupri in Libia, Marocco e Honduras ottenessero giustizia. Mostriamo il potere globale della nostra comunità per aiutare Lal Bibi e milioni di donne in Afghanistan a ottenere giustizia.

Con speranza e determinazione, 

Dalia, Emma, Alaphia, Ricken, Laura, Antonia e il resto del team di Avaaz 


Per maggiori informazioni: 

Afghanistan, la conferenza di Tokyo. I diritti delle donne prima di tutto (La Repubblica)
http://www.repubblica.it/solidarieta/cooperazione/2012/07/03/news/afghanistan_la_conferenza_di_tokyo_i_diritti_delle_donne_prima_di_tutto-38453746/

Afghanistan: stupro, madre avverte, "giustizia o ci immoliamo" (Articolo Tre)
http://www.articolotre.com/2012/06/afghanistan-stupro-madre-avverte-giustizia-o-ci-immoliamo/92037 

Un caso di stupro in Afghanistan focalizza l'attenzione sulla polizia locale [EN] (New York Times)
http://www.nytimes.com/2012/06/28/world/asia/afghan-rape-case-turns-focus-on-local-police.html?pagewanted=all 



Fonte:


CHI SIAMO
Avaaz.org è un'organizzazione no-profit e indipendente con 14 milioni di membri da tutto il mondo, che lavora perché le opinioni e i valori dei cittadini di ogni parte del mondo abbiano un impatto sulle decisioni globali (Avaaz significa "voce" in molte lingue). I membri di Avaaz vivono in ogni nazione del mondo; il nostro team è sparso in 19 paesi distribuiti in 6 continenti e opera in 14 lingue. Clicca qui per conoscere le nostre campagne più importanti, oppure seguici su Facebook o Twitter.

venerdì 4 dicembre 2009

All’ospedale civile di Guastalla si inaugurano i parcheggi rosa

GUASTALLA – Continuano le iniziative del Comune di Guastalla contro la violenza alle donne, realizzate in collaborazione con Terra di Donne Associazione Bassa Reggiana.
I prossimi appuntamenti, che chiudono il ciclo delle iniziative, sono fissati per mercoledì 9 ore 10.30, quando verranno inaugurati i “Parcheggi Rosa” all’Ospedale Civile di Guastalla alla presenza di Giuliana Boschini, Direttore del Distretto Socio-Sanitario. Sono collocati nelle vicinanze dell’entrata all’Ospedale e sono riservati alle donne, in particolare anziane e gravide. Soprattutto serviranno a quelle donne che devono assistere ammalati entrando o uscendo da sole dall’ospedale in orari «a rischio di aggressione, abbiamo cercato di accorciare al massimo il tragitto», spiega l’assessore Rosa Maria De Lorenzi.
Sempre mercoledì 9 dicembre alle 20.30 nella Sala Civica si terrà il Consiglio Comunale Straordinario Aperto, durante il quale i consiglieri comunali non riceveranno per scelta il gettone di presenza. Si parlerà e si dialogherà con il pubblico sul tema della violenza sulle donne. Dopo il saluto del Sindaco Giorgio Benaglia, interverranno Alessandra Campani, presidente dell’Ass. Nondasola, una rappresentante dell’Ass. Terra di Donne Bassa Reggiana, l’Avv. Maria Elena Benassi, Cesare Capocasa, responsabile della.
Divisione Anticrimine di Reggio, il Dott. Leo Nicola, Comandante Compagnia Carabinieri di Guastalla. Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare.
fonte: Il giornale di Reggio, Mercoledi 2 dicembre





lunedì 23 novembre 2009

25 Novembre Giornata Internazionale contro la Violenza alle Donne

Ricorre mercoledì 25 novembre la Giornata Internazionale contro la violenza alle donne e per questa occasione la nostra Associazione ha messo in piedi un articolato programma per informare e parlare di un problema che andrebbe affronato tutto l'anno. Ecco le iniziative che proponiamo con la collaborazione del Comune di Guastalla dove si svolgeranno gli eventi: 
  • Mercoledì 25 e sabato 28 novembre in via Gonzaga per tutta la giornata Campagna del Fiocco Bianco e distribuzione di materiale informativo
  • Domenica 29 Novembre ore 21.00 al Teatro Comunale Ruggero Ruggeri "Nudi, le ombre della violenza sulle donne", scritto e interpretato da Bernardino Bonzani e Monica Morini. Ingresso gratuito. Lunedì 30 novembre Ore 10.00 la rappresentazione verrà riproposta per le classi dell' Istituto Russel con l’intervento dell’Associazione NONDASOLA.
  • Mercoledì 9 dicembre
    • ore 10.30 Inaugurazione Parcheggi Rosa presso Ospedale Civile alla presenza Dott.ssa Giuliana Boschini
    • ore 20.30 presso Sala Civica Consiglio Comunale straordinario aperto, con gli interventi di: Dott.ssa Alessandra Campani della Ass. NONDASOLA, Dott. Cesare Capocasa resp. Divisione anticrimine di Reggio Emilia, Avv. Maria Elena Benassi