Donne che si impegnano a migliorare nel loro piccolo il mondo
sabato 18 dicembre 2010
giovedì 9 dicembre 2010
Dalle Ore 16.00
IMMAGINE:
FEMMINILE, SINGOLARE
L'utilizzo del corpo delle donne
Video e Letture da
“Il corpo delle Donne”
di Lorella Zanardo
Introduzione di Massimilla Rinaldi
(Archivio storico udi Reggio Emilia )
Leggono Menozzi Elisa e Alfieri Fernanda
…ed un ricco buffet..
Presso Bar Duca Bianco
Palazzo Ducale, Guastalla
mercoledì 1 dicembre 2010
venerdì 19 novembre 2010
INIZIATIVA
L’Istituto Russell e L’Associazione Terra di Donne
propongono agli studenti e alla cittadinanza
un incontro con
Avvocato Celestina Tinelli
sul tema
La pubblicità negativa per la figura femminile
aula magna ore 11.00 – 12.25
Sabato 20 Novembre 2010
mercoledì 17 novembre 2010
Tarocchi e Veline
Tarocchi e veline
di Alessandra Sorrentino
Sfogliando un qualsiasi mazzo di tarocchi è facile accorgersi che le figure femminili sono rappresentate dalla Papessa e dall'Imperatrice negli arcani maggiori e dalle Regine negli arcani minori. Figure in qualche modo "autorevoli", "regali", figure di "potere". Ricordando sempre che nel loro insieme i tarocchi si delineano come il percorso di vita che ognuno di noi compie o può compiere - consapevole delle proprie scelte - la Papessa, l'Imperatrice e le Regine rappresentano tre modi di essere donna.
La Papessa, la prima donna degli arcani maggiori, è simbolo della purezza assoluta, è quella parte di noi stesse - affermano Jodorowsky e Costa - che non è mai stata ferita né toccata. Una parte di noi che rappresenta una miniera di purificazione e di fiducia, una enorme fonte di energie e potenzialità.
L'Imperatrice è simbolo invece della donna creativa, sensuale e incarnata, una donna piena di fuoco e di energia. Rappresenta anche la seduzione, il piacere, l'esplosione della vita nella sua incessante e costante creatività, mentre le Regine - caratterizzate ognuna dal proprio simbolo, ovvero denari, bastoni, coppe e spade - sono donne molto più pragmatiche e attive.
E' uno in particolare di questi tre modi di essere donna mi ha fatto riflettere grazie anche a una piccola provocazione che voglio raccogliere, ma non per fare polemica sterile. Nel pieno del ciclone degli scandali che vedono protagonista Nadia Macrì e il premier - vicende dove la donna, proprio quella carnale e seduttrice, è al centro di grandi polemiche - a Reggio il consiglio comunale ha approvato una mozione per difendere la dignità della donna nell’ambito pubblicitario e ribadire l’uguaglianza tra i sessi con lo scopo di abolire stereotipi e pregiudizi, mentre in questi giorni il Sole 24 Ore pubblica alcune inchieste dedicate alla leadership femminile e alle donne che sono a capo di importanti aziende (soprattutto all'estero) che in qualche modo si stanno facendo spazio in ambienti e ruoli tipicamente maschili. La lotta per l'uguaglianza e l'emancipazione femminile non è di certo nuova: ben vengano i regolamenti che non fanno di sicuro male, ma leggere un commento riguardo l'ascesa su Facebook della Macrì dove la notizia viene interpretata come "un articolo, un commento, o un killeraggio scritto da una velina contro una velina nemica della velina vostra amica" mi ha fatto nascere una considerazione di ampio respiro sulla necessità di un ulteriore, nuovo (?) e profondo cambiamento culturale riguardo all'essere donna.
Noi possiamo scegliere se essere Papessa o Imperatrice, possiamo scegliere se esserlo nel senso positivo - quello rappresentato dal verso "dritto" dei tarocchi - o in senso negativo - quello del verso a rovescio delle carte. Possiamo scegliere se essere pure o rigide, creative e sensuali o capaci di amarezza e venalità.
Possiamo scegliere se essere veline e farne un pretesto o farne la propria meta nella vita per calcare il palcoscenico della notorietà. E senza nessuna invidia da velina contro una velina nemica, credo che la Macrì abbia scelto consapevolmente che tipo di donna essere.
Credo anche, e mi auguro, che le donne che appartengono alla mia generazione, ma soprattutto alle donne più giovani che stanno crescendo e si stanno confrontando con i sogni, le passioni, le aspirazioni e gli ideali della vita in un momento così critico, siano in grado di mettere in atto concetti come dignità e uguaglianza - quelli che vogliamo difendere con le mozioni - così ricchi, almeno in potenza, di tante opportunità e in particolare di una: fare in modo che la sensualità creativa di cui ogni donna è naturalmente dotata non venga strumentalizzata, né in pubblicità, né nella vita di tutti i giorni. Ma questo può avvenire soltanto se dignità, orgoglio e uguaglianza si radicheranno prima di tutto dentro di noi.
FONTE: http://www.reggio24ore.com
mercoledì 3 novembre 2010
NUOVO LINK
Carissime,
a lato è stato aggiunto il link al blog IL CORPO DELLE DONNE. Sito su cui potete trovare il video-documentario di Lorella Zanardo
Vi invito ad andarlo a visitare, ci sono tanti spunti di riflessione interessanti. Presto vi presenteremo
anche le nostre iniziative inerenti all' Immagine della Donna nella pubblicità, nel sociale e nella quotidianità.
A presto quindi,
Cari Saluti
Sara
a lato è stato aggiunto il link al blog IL CORPO DELLE DONNE. Sito su cui potete trovare il video-documentario di Lorella Zanardo
Vi invito ad andarlo a visitare, ci sono tanti spunti di riflessione interessanti. Presto vi presenteremo
anche le nostre iniziative inerenti all' Immagine della Donna nella pubblicità, nel sociale e nella quotidianità.
A presto quindi,
Cari Saluti
Sara
martedì 12 ottobre 2010
COMUNICATO STAMPA DELLA COMUNITA' PAKISTANA DI MODENA E REGGIO EMILIA
Oggetto: conferenza-permanente-RE Fw: il video di CrossingTV sulla fiaccolata a Novi Modenese.
Ricevo e volentieri inoltro.
Segnaliamo il video che abbiamo realizzato sulla fiaccolata per Shenaz e Sosheen della comunità di Novi Modenese, per condannare la violenza sulle donne.
http://www.crossingtv.it/video/generazioninazione/episodio-174-per-shenaz-e-nosheen
---------- Messaggio inoltrato ----------
Da: InterculturaleZonarelli
Date: 08 ottobre 2010 16:14
Oggetto: comunicato della comunità pakistana di Modena e Reggio Emilia
A: InterculturaleZonarelli InterculturaleZonarelli@comune.bologna.it
La Comunità Pakistana è contro ai matrimoni imposti.
LA COMUNITA PAKISTANA CREDE NELLA PARITA' UOMO E DONNA.
Le comunità pakistane di Modena e Reggio Emilia , non trovano le
parole per esprimere la propria rabbia ed il proprio sdegno per il
drammatico omicidio di Shenaz Begum per aver difeso la figlia Nosheen
Butt dal padre che la voleva costringere ad un matrimonio imposto.
Noi crediamo che questi episodi isolati di violenza contro le donne
infrangano il lavoro sincero degli immigrati che hanno la volontà di
convivere con le tradizioni del paese ospitante, distruggano
l’immagine della maggioranza degli immigrati che è contro la violenza
e crede nella parità uomo e donna, interpretino male le tradizioni
degli immigrati stessi.
Crediamo che fare il padrone dei propri figli non abbia niente a che
fare con nessuna religione e nessuna cultura civile.
Nella legge pakistana un matrimonio combinato o una promessa di
matrimonio di un minorenne non ha nessun valore giuridico.
Secondo la religione Islamica, praticata dal 97% degli abitanti nel
Pakistan, ‘’chi ammazza un essere umano è come se ammazzasse tutta
l’umanità.’’
La religione e la tradizione islamica non dicono che il matrimonio va
imposto o combinato.
Questi casi, seppur isolati, ci preoccupano per il nostro futuro in
Italia. I casi isolati vanno isolati.
Noi riteniamo che questa cultura che prende di mira le donne e che
fino a pochi anni, fa era presente in molte parti del mondo, vada
combattuta insieme.
Dobbiamo cercare tutte le soluzioni possibili per sconfiggere questo
pensiero non soltanto perché rappresenta un problema di convivenza
tra i cittadini immigrati e gli italiani, ma perché crediamo alla
sacralità della vita e alla parità tra uomo e donna.
Se il caso di Nosheen, in cui la madre ha difeso la figlia(cosa che
non si era vista nel caso di Hina di Brescia e Saana di Pordenone) dà
una segnale chiaro che la metà del nostro cammino è stata fatta, ora
ci manca un altro pezzo che dobbiamo fare tutti insieme, prendendo le
distanze dalla mentalità malata che crede nella supremazia dell’uomo.
L’Associazione Pakistana di Reggio Emilia e la comunità pakistana
condannano duramente questa idea ed esprimono tutta la solidarietà a
Nosheen.
I rappresentanti dell’Associazione Pakistana di Modena e Reggio
Emilia, saranno presenti a Novi di Modena alla fiaccolata di venerdì,
organizzata dal Comune e Commissione pari opportunità contro ogni
tipo di violenza e per solidarietà con Nosheen.
Presidente dell’Associazione Culturale “Centro Minhaj-ul-Quran”
Presidente dell'Associazione Pakistana di Reggio Emilia
Presidente dell'Associazione M.L.N.W.
CENTRO INTERCULTURALE M. ZONARELLI
COMUNE DI BOLOGNA SETTORE SOCIALE
VIA G. A. SACCO 14 40127 BOLOGNA
TEL. 051 4222072
http://www.zonagidue.it/
-Associazione di Volontariato Il Ventaglio
via Lame 118 - 40122- Bologna
tel.: 051- 55 2876/ fax: 051- 55 5421
lunedì 11 ottobre 2010
"PARITA' TRA UOMINI E DONNE DEVE ESSERE OBIETTIVO DI TUTTI" Su questo si impegnino le istituzioni.
COMUNICATO DEL FORUM DELLE DONNE DELLA PROVINCIA DI REGGIO EMILIA
RIUNITOSI Il 7/10/2010
"La A cura dell’Ufficio Stampa della Provincia di Reggio Emilia – Corso Garibaldi, 59
Tel. 0522.444151 (f.macchi) - 444134 (s.mannari) mail: ufficio.stampa@mbox.provincia.re.it
Reggio Emilia, 8 ottobre 2010
Il Forum delle donne interviene sulla tragica fine di Sarah Scazzi e di Begun Shanhaz, uccisa dal marito perchè difendeva la figlia: "Su questo si impegnino le istituzioni"
Il Forum delle donne della Provincia di Reggio Emilia, riunitosi il 7 ottobre, intende manifestare sdegno, dolore e condanna per la tragica fine dell’adolescente pugliese Sarah Scazzi e di Begum Shanhaz, la donna pakistana di Novi di Modena, uccisa del marito per salvare la figlia Nosceen.
Pur nella sostanziale diversità dei casi, le due vicende, mentre da un lato confermano il coraggio e la forza delle donne nell’opporsi alle vessazioni e nel favorire i cambiamenti culturali e sociali, dall’altro evidenziano ancora una volta come il prezzo di questo cambiamento sia sempre per loro troppo alto e violento.
La determinazione delle donne, spesso anche molto giovani, per far valere il proprio punto di vista, le proprie scelte, i propri diritti, è troppe volte fonte di segregazione, violenze domestiche, omicidi, come confermano le cifre ufficiali: in Italia la violenza domestica è la prima causa di morte per le donne dai 16 ai 44 anni, ed ogni due giorni si consuma un delitto in famiglia.
Questi drammi che spesso si consumano sulle fasce più deboli della società mettono in evidenza tradizioni culturali proprie di comunità chiuse, dove in famiglia il maschio è il padrone della vita e della morte delle componenti femminili.
Come già per Hina e Sanaa il rifiuto da parte delle ragazze immigrate di queste barbare usanze tribali determina una conflittualità che a Novi ha trovato alleate due generazioni di donne, madre e figlia, e dove la madre ha pagato con la vita la condivisione della ribellione della figlia, mentre l’ambiente dell’omicidio di Sara lascia presumere possibili silenzi familiari da parte delle stesse donne della famiglia.
Di fronte alla drammaticità di questi eventi, è sbagliato ricorrere semplicemente alla stigmatizzazione, all’esclusione, all’isolamento.
Per questo il Forum delle donne della Provincia di Reggio Emilia chiede l’impegno di tutte le istituzioni affinchè si applichino le leggi esistenti, al fine di costruire reali condizioni di parità tra uomini e donne, e questo a cominciare dalle istituzioni scolastiche. Solo questo può imprimere i necessari e urgenti cambiamenti culturali e sociali.
Si auspica infine che questo tema non sia solo a carico delle donne, ma veda una forte ribellione e condivisione da parte della componente maschile della società.
Tutti devono sentire la propria responsabilità nella ricerca delle condizioni che permettano a donne e uomini di ogni nazionalità e cultura di essere realmente liberi e autonomi.
RIUNITOSI Il 7/10/2010
"La A cura dell’Ufficio Stampa della Provincia di Reggio Emilia – Corso Garibaldi, 59
Tel. 0522.444151 (f.macchi) - 444134 (s.mannari) mail: ufficio.stampa@mbox.provincia.re.it
Reggio Emilia, 8 ottobre 2010
Il Forum delle donne interviene sulla tragica fine di Sarah Scazzi e di Begun Shanhaz, uccisa dal marito perchè difendeva la figlia: "Su questo si impegnino le istituzioni"
Il Forum delle donne della Provincia di Reggio Emilia, riunitosi il 7 ottobre, intende manifestare sdegno, dolore e condanna per la tragica fine dell’adolescente pugliese Sarah Scazzi e di Begum Shanhaz, la donna pakistana di Novi di Modena, uccisa del marito per salvare la figlia Nosceen.
Pur nella sostanziale diversità dei casi, le due vicende, mentre da un lato confermano il coraggio e la forza delle donne nell’opporsi alle vessazioni e nel favorire i cambiamenti culturali e sociali, dall’altro evidenziano ancora una volta come il prezzo di questo cambiamento sia sempre per loro troppo alto e violento.
La determinazione delle donne, spesso anche molto giovani, per far valere il proprio punto di vista, le proprie scelte, i propri diritti, è troppe volte fonte di segregazione, violenze domestiche, omicidi, come confermano le cifre ufficiali: in Italia la violenza domestica è la prima causa di morte per le donne dai 16 ai 44 anni, ed ogni due giorni si consuma un delitto in famiglia.
Questi drammi che spesso si consumano sulle fasce più deboli della società mettono in evidenza tradizioni culturali proprie di comunità chiuse, dove in famiglia il maschio è il padrone della vita e della morte delle componenti femminili.
Come già per Hina e Sanaa il rifiuto da parte delle ragazze immigrate di queste barbare usanze tribali determina una conflittualità che a Novi ha trovato alleate due generazioni di donne, madre e figlia, e dove la madre ha pagato con la vita la condivisione della ribellione della figlia, mentre l’ambiente dell’omicidio di Sara lascia presumere possibili silenzi familiari da parte delle stesse donne della famiglia.
Di fronte alla drammaticità di questi eventi, è sbagliato ricorrere semplicemente alla stigmatizzazione, all’esclusione, all’isolamento.
Per questo il Forum delle donne della Provincia di Reggio Emilia chiede l’impegno di tutte le istituzioni affinchè si applichino le leggi esistenti, al fine di costruire reali condizioni di parità tra uomini e donne, e questo a cominciare dalle istituzioni scolastiche. Solo questo può imprimere i necessari e urgenti cambiamenti culturali e sociali.
Si auspica infine che questo tema non sia solo a carico delle donne, ma veda una forte ribellione e condivisione da parte della componente maschile della società.
Tutti devono sentire la propria responsabilità nella ricerca delle condizioni che permettano a donne e uomini di ogni nazionalità e cultura di essere realmente liberi e autonomi.
martedì 5 ottobre 2010
Fiaccolata per Nosheen venerdi 8/10 a Novi
Fiaccolata per Nosheen venerdì 8 a Novi
Comunicato stampa n.188 - martedì 5/10/2010
Una fiaccolata di solidarietà con la giovane Nosheen – la ragazza pakistana picchiata selvaggiamente dal fratello perché rifiutava il matrimonio combinato – si terrà la sera di venerdì 8 ottobre a Novi di Modena, con partenza alle ore 20 dalla Piazza 1°Maggio, promossa dai quattro Comuni che fanno parte dell’Unione Terre d’Argine assieme alla Commissione Pari Opportunità dell’ente.
“Con questa iniziativa - spiega il Sindaco di Novi Luisa Turci, che ha la delega anche alle Pari Opportunità – vogliamo esprimere innanzitutto il cordoglio della nostra comunità per la morte della signora Begum Shanhaz, barbaramente uccisa dal marito. Quindi manifestare solidarietà alla giovane figlia e a tutte le donne costrette a subire la violenza maschile, che non è solo quella alimentata da un’arcaica cultura patriarcale all’interno delle comunità straniere ma anche quella subita da tante donne italiane per mano dei loro padri, mariti e compagni”.
Gli organizzatori della fiaccolata chiedono ai cittadini, alle forze politiche e, in modo particolare, alle comunità straniere di partecipare al corteo di venerdì per manifestare la ferma condanna della violenza e la volontà di rafforzare il processo di integrazione. “Non c’è alternativa – aggiunge Turci – all’integrazione degli immigrati extracomunitari nella comunità nazionale. Chi vive, lavora, studia in Italia da anni e segue le regole del nostro Paese deve sentirsi italiano a tutti gli effetti. Soprattutto i giovani figli di immigrati che già seguono gli stili di vita dei ragazzi italiani. Dobbiamo aiutarli a uscire dalla loro condizione di sudditanza, favorire in ogni modo la conquista della piena cittadinanza italiana. Solo in questo modo – conclude Luisa Turci – si costruisce un futuro migliore per tutti e si garantisce più sicurezza per la nostra comunità”.
Silvia Borsari.
Segreteria Commissione Pari Opportunità C.soA.Pio 91-41012 Carpi
Sede Municipale 059 649788
Comunicato stampa n.188 - martedì 5/10/2010
Una fiaccolata di solidarietà con la giovane Nosheen – la ragazza pakistana picchiata selvaggiamente dal fratello perché rifiutava il matrimonio combinato – si terrà la sera di venerdì 8 ottobre a Novi di Modena, con partenza alle ore 20 dalla Piazza 1°Maggio, promossa dai quattro Comuni che fanno parte dell’Unione Terre d’Argine assieme alla Commissione Pari Opportunità dell’ente.
“Con questa iniziativa - spiega il Sindaco di Novi Luisa Turci, che ha la delega anche alle Pari Opportunità – vogliamo esprimere innanzitutto il cordoglio della nostra comunità per la morte della signora Begum Shanhaz, barbaramente uccisa dal marito. Quindi manifestare solidarietà alla giovane figlia e a tutte le donne costrette a subire la violenza maschile, che non è solo quella alimentata da un’arcaica cultura patriarcale all’interno delle comunità straniere ma anche quella subita da tante donne italiane per mano dei loro padri, mariti e compagni”.
Gli organizzatori della fiaccolata chiedono ai cittadini, alle forze politiche e, in modo particolare, alle comunità straniere di partecipare al corteo di venerdì per manifestare la ferma condanna della violenza e la volontà di rafforzare il processo di integrazione. “Non c’è alternativa – aggiunge Turci – all’integrazione degli immigrati extracomunitari nella comunità nazionale. Chi vive, lavora, studia in Italia da anni e segue le regole del nostro Paese deve sentirsi italiano a tutti gli effetti. Soprattutto i giovani figli di immigrati che già seguono gli stili di vita dei ragazzi italiani. Dobbiamo aiutarli a uscire dalla loro condizione di sudditanza, favorire in ogni modo la conquista della piena cittadinanza italiana. Solo in questo modo – conclude Luisa Turci – si costruisce un futuro migliore per tutti e si garantisce più sicurezza per la nostra comunità”.
Silvia Borsari.
Segreteria Commissione Pari Opportunità C.soA.Pio 91-41012 Carpi
Sede Municipale 059 649788
SUI CRIMINI MASCHILI CONTRO LE DONNE (quotidianità)
Sui crimini maschili contro le donne
Orrore e raccapriccio ci ha suscitato l'ennesimo crimine perpetrato da
due maschi, un padre ed un fratello di nazionalità pakistana che hanno massacrato
moglie e sorella , uccidendone una a sassate e riducendo in fin di vita
l'altra a colpi di spranga.
La colpa " infamante" di cui si sarebbero rese colpevoli le due donne,
sarebbe quella di aver rifiutato un matrimonio imposto , disubbidendo
così alla legge maschile di disporre a proprio arbitrio di corpi e
menti femminili.
Per questo è sembrato loro " naturale" deciderne
l'eliminazione. Un costume ed una forma mentis che questi criminali
pakistani condividono con molti maschi italiani ed " occidentali" , sono
trasversali alle in-culture più disparate.
Per assassinare le donne si
usano strumenti di morte diversi: la pietra, il coltello, la pistola, le
mani nude, e alcuni strumenti ci fanno più orrore di altri. Ma alla
fine che cosa cambia? Nessun alibi, nè giustificazione devono essere
invocate, auspichiamo che le pene siano severissime. Perchè sono
assassini e basta.
Dato il clima imperante, il crimine dei pakistani potrebbe essere usato
contro tutti i migranti: ci sentiamo di dire invece che la nostra
risposta non può essere l'esclusione dello straniero come non è la
demonizzazione degli uomini italiani. Bisogna punire chi uccide e
sostenere chi rispetta le nostre leggi. Ed invece di tante polemiche
sulla cittadinanza, perchè, fra i criteri con cui la si concede, non
inserire che sia subordinata alle condizioni in cui vivono le donne
della famiglia?
Sappiamo bene che a molte donne vengono negati diritti
elementari come il rispetto della persona, il diritto alla libera circolazione, all'istruzione, a
vestirsi come loro piace, a scegliersi l'uomo col quale sposarsi e
gli/le amici/che da frequentare.
E per le stesse ragioni la cittadinanza
dovrebbe essere revocata a quegli italiani che negano questi diritti
alle donne.
ASSOCIAZIONE NONDASOLA, ONLUS
associazione interculturale donne insieme contro la violenza
Terra di Donne condivide ed aderisce a questo comunicato.
Orrore e raccapriccio ci ha suscitato l'ennesimo crimine perpetrato da
due maschi, un padre ed un fratello di nazionalità pakistana che hanno massacrato
moglie e sorella , uccidendone una a sassate e riducendo in fin di vita
l'altra a colpi di spranga.
La colpa " infamante" di cui si sarebbero rese colpevoli le due donne,
sarebbe quella di aver rifiutato un matrimonio imposto , disubbidendo
così alla legge maschile di disporre a proprio arbitrio di corpi e
menti femminili.
Per questo è sembrato loro " naturale" deciderne
l'eliminazione. Un costume ed una forma mentis che questi criminali
pakistani condividono con molti maschi italiani ed " occidentali" , sono
trasversali alle in-culture più disparate.
Per assassinare le donne si
usano strumenti di morte diversi: la pietra, il coltello, la pistola, le
mani nude, e alcuni strumenti ci fanno più orrore di altri. Ma alla
fine che cosa cambia? Nessun alibi, nè giustificazione devono essere
invocate, auspichiamo che le pene siano severissime. Perchè sono
assassini e basta.
Dato il clima imperante, il crimine dei pakistani potrebbe essere usato
contro tutti i migranti: ci sentiamo di dire invece che la nostra
risposta non può essere l'esclusione dello straniero come non è la
demonizzazione degli uomini italiani. Bisogna punire chi uccide e
sostenere chi rispetta le nostre leggi. Ed invece di tante polemiche
sulla cittadinanza, perchè, fra i criteri con cui la si concede, non
inserire che sia subordinata alle condizioni in cui vivono le donne
della famiglia?
Sappiamo bene che a molte donne vengono negati diritti
elementari come il rispetto della persona, il diritto alla libera circolazione, all'istruzione, a
vestirsi come loro piace, a scegliersi l'uomo col quale sposarsi e
gli/le amici/che da frequentare.
E per le stesse ragioni la cittadinanza
dovrebbe essere revocata a quegli italiani che negano questi diritti
alle donne.
ASSOCIAZIONE NONDASOLA, ONLUS
associazione interculturale donne insieme contro la violenza
Terra di Donne condivide ed aderisce a questo comunicato.
Iscriviti a:
Post (Atom)