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mercoledì 21 aprile 2010

SALUTE E RIFIUTI IN CENERE? NON BRUCIAMO IL NOSTRO FUTURO!















Della serie di eventi "PRIMAVERA DONNA
Prendiamoci cura oltre le mura domestiche"

Venerdì 23 Aprile 2010 - ore 21.00
presso CENTRO SOCIALE “ I° MAGGIO”

SALUTE E RIFIUTI IN CENERE?
NON BRUCIAMO IL NOSTRO FUTURO!

PUBBLICO DIBATTITO

Ne parliamo con:

PATRIZIA GENTILINI - Associazione medici per l’ambiente, oncoematologa dell’Isde di Forli.

LUIGI GARDINI - del Coordinamento “Noi Ambiente e Salute”

ALDROVANDI GIANFRANCO - del Coordinamento Provinciale “Ambiente e Salute”

In collaborazione con :

• COMITATO CIVICO per CORREGGIO VERDE, DOSOLO e VILLASTRADA
• “NOI AMBIENTE E SALUTE” VIADANA
• ASSOCIAZIONE “LIBERA” BORETTO
• COORDINAMENTO PROVINCIALE “AMBIENTE e SALUTE”
• “CESTA DI ARTEMIDE” REGGIOLO
• CENTRO SOCIALE “I° MAGGIO” GUASTALLA


giovedì 4 febbraio 2010

Bonifica Polo chimico, Belleli: “a cuore l’ambiente”

Giovedì 4 Febbraio 2010 19:23 - Bonifica Polo chimico, Belleli: “a cuore l’ambiente”


Mantova. La Regione Lombardia chiederà al Ministero dell’Ambiente di diventare responsabile del sito di interesse nazionale Laghi di Mantova e Polo Chimico e quindi di avere anche la competenza sulla bonifica di questo sito come di tutti quelli esistenti sul territorio lombardo. E’ la novità principale emersa stamattina nel corso dell’incontro tecnico tenutosi in Provincia con le aziende insediate all’interno del perimetro del Sito di interesse nazionale “Laghi di Mantova e Polo Chimico”. L’obiettivo della richiesta di passaggio di competenze, è quello di accelerare i tempi delle fasi di messa in sicurezza, almeno per quanto riguarda le misure più urgenti. Pieno appoggio alla scelta del Pirellone e della Direzione Generale Qualità dell’Ambiente è arrivata anche dall’assessore provinciale all’ambiente Giorgio Rebuschi. Il confronto di stamattina, promosso dalla Regione Lombardia con la Provincia, era finalizzato al tentativo di consolidare un dialogo – iniziato con l’incontro dello scorso luglio - tra gli Enti locali e le aziende per condividere le progettualità relative alle messe in sicurezza d’emergenza nonché alla valutazione dello stato delle implementazioni delle misure di intervento in progetto o realizzate dalle ditte in seguito all’ultima conferenza di servizi decisoria che si è tenuta lo scorso 31 luglio 2009.

“Siamo collaborativi e abbiamo a cuore la sicurezza dell’ambiente – ha detto l’amministratore delegato di Belleli Energy - tanto che il gruppo di cui facciamo parte ha investito veramente molto su questo versante ma qui a Mantova attualmente non stiamo inquinando. Dopo il sequestro di un’area del nostro sito produttivo, si è creata una situazione di incertezza. Quando una multinazionale come la nostra trova tutti questi inghippi, inizia a guardare anche altrove. Non è un ricatto, ma è una conseguenza logica.”. Anche Romano Freddi, proprietario della Colori Freddi San Giorgio ha ribadito “che ha sua azienda al momento non sta inquinando e lo dimostrano le analisi che sono state fatte. Se c’è stato inquinamento in passato non lo so. Oggi, di certo, non è così. Non so di chi è la falda inquinata per cui non partecipo a nessun programma di bonifica. Perchè i controlli non sono stati fatti in passato?” La raffineria Ies invece ha confermato di aver predisposto un progetto per la messa in sicurezza d’emergenza e per togliere le fonti attive come il surnatante. “Stiamo lavorando anche sul controllo delle emissioni – ha aggiunto il dottor Loffredo per Ies -. Attendiamo solo una risposta dagli enti preposti per partire con gli interventi”. Anche Casadio di Polimeri ha confermato la collaborazione con gli enti e che “il gruppo ha accolto l’invito a fare indagini ulteriori sul surnatante. Queste ci hanno confermato le problematiche che già conoscevamo ma per fortuna non ne hanno evidenziato di nuove”. Enipower ha accolto le prescrizioni e ha deciso di presentare – nonostante non inquini – un piano di bonifica delle acque di falda. In fase di verifica delle prescrizioni sul sito collina è invece Sintial che ha anche annunciato di essere in procinto di costruire un impianto per il trattamento delle acque che entrerà in azione già a primavera. Presenti anche rappresentanti delle ditte Sol, Fratelli Posio, Tea, Itas e Sogefi.


Fonte: www.mantova.com

lunedì 4 gennaio 2010

Grandi donne: Vandana Shiva





Fisica quantistica ed economista, dirige il Centro per la Scienza, Tecnologia e Politica delle Risorse Naturali di Dehra Dun in India. È considerata la teorica più nota di una nuova scienza: l'ecologia sociale.
Vandana Shiva è nata nel 1952 a Dehra Dun, nell'India del nord, da una famiglia progressista. Ha studiato nelle università inglesi e americane laureandosi in fisica. Tornata a casa dopo aver terminato gli studi, rimase traumatizzata rivedendo l'Himalaya: aveva lasciato una montagna verde e ricca d'acqua con gente felice, poi era arrivato il cosiddetto "aiuto" della Banca Mondiale con il progetto della costruzione di una grande diga e quella parte dell'Himalaya era diventato un groviglio di strade e di slum, di miseria, di polvere e smog, con gente impoverita non solo materialmente. Decise così di abbandonare la fisica nucleare e di dedicarsi all'ecologia.



Nel 1982 ha fondato nella sua città natale il Centro per la Scienza, Tecnologia e Politica delle Risorse Naturali, un istituto indipendente di ricerca che affronta i più significativi problemi dell'ecologia sociale dei nostri tempi, in stretta collaborazione con le comunità locali e i movimenti sociali. Vandana Shiva fa parte dell'esteso movimento di donne che in Asia, Africa e America Latina critica le politiche di aiuto allo sviluppo attuate dagli organismi internazionali e indica nuove vie alla crescita economica rispettose della cultura delle comunità locali, che rivendicano il valore di modelli di vita diversi dall'economia di mercato. L'incontro con le donne del movimento "Cipko", che abbracciano i tronchi che i tagliatori stanno per abbattere nelle foreste dell'Himalaya, ha permesso a Vandana Shiva di ampliare la comprensione di nessi tra ecologia e femminismo.


Nel suo libro Staying Alive: Women, Ecology and Survival, pubblicato in Italia nel 1990 col titolo Sopravvivere allo sviluppo, la scienziata denuncia le conseguenze disastrose che il cosiddetto "sviluppo" ha portato nel Terzo Mondo. Lo sviluppo, o piuttosto il "malsviluppo", come lo definisce la scienziata, anziché rispondere a bisogni essenziali minaccia la stessa sopravvivenza del pianeta e di chi vi abita. Le conseguenze dello "sviluppo" sono la massiccia distruzione ambientale, un enorme indebitamento che spinge i paesi a fare programmi di aggiustamento strutturale basati sulla scelta di spendere meno in salute pubblica, scolarizzazione e sussistenza rendendo la gente più povera.


Si verifica così la distruzione di culture e di altri modi di vivere per far posto a culture competitive il cui grado di civiltà è dato solo dal mercato. Il danno maggiore prodotto dalla civiltà industriale, secondo Vandana, è stata l'equazione donna-natura e la definizione di entrambe come passive, inerti, materia prima da manipolare. A suo avviso invece "le donne sono le depositarie di un sapere originario, derivato da secoli di familiarità con la terra, un sapere che la scienza moderna baconiana e maschilista ha condannato a morte". Per il patriarcato occidentale la cultura è altro dalla natura, dalla donna e così gli uomini hanno creato uno sviluppo "privo del principio femminile, conservativo, ecologico" e fondato "sullo sfruttamento delle donne e della natura".
Nel 1991 Vandana Shiva ha fondato Navdanya, un movimento per proteggere la diversità e l'integrità delle risorse viventi, specialmente dei semi autoctoni (native seeds) in via di estinzione a causa della diffusione delle coltivazioni industriali. Nella visione di Vandana Shiva, la riproduzione femminile e la riproduzione agricola sono due processi vitali che hanno la stessa capacità di sottrarsi e di resistere alla mercificazione. La possibilità delle donne di concepire e la possibilità dei semi di autogenerarsi sono entrambi processi naturali gratuiti, dove la legge del mercato è stata costretta a fermarsi. Ma come le donne sono state lentamente espropriate, attraverso la scienza maschile occidentale del loro corpo e del sapere sul loro corpo, così i contadini vengono espropriati del sapere sui loro semi.


Nel mondo sviluppato, il primo passo nella direzione della espropiazione è stato proprio quello di introdurre piante sterili costruite attraverso la biotecnologia in laboratorio, per aumentare la produttività e, in teoria, per limitare l'uso dei pesticidi. In realtà questa perdita di diversità biologica fa sì che le coltivazioni siano invece molto più vulnerabili agli attacchi dei parassiti e soprattutto costringe i coltivatori a ricomprare i semi per ogni semina. Come se non bastasse, le multinazionali agro-chimiche si impossessano dei semi selezionati dal lavoro millenario dei contadini del Terzo mondo, per analizzarli e registrarli con un vero e proprio brevetto, per rifarli in laboratorio e rivenderli a caro prezzo o obbligare i contadini di quegli stessi paesi a pagare il "diritto d'autore" dei semi, al momento della semina. Anche per aver denunciato tutto questo Vandana Shiva è stata premiata nel 1993 con il "Right livehood award", ritenuto il Premio Nobel alternativo.


Nello stesso anno ha scritto Monocultures of the Perspectives on Biodiversity and Biotechnology, pubblicato in Italia col titolo Monoculture della mente. Biodiversità, biotecnologia e agricoltura scientifica, una raccolta di cinque saggi che riflette sulle cause della scomparsa della diversità e sulle sfide da vincere per contrastarla. In questo lavoro la scienziata sostiene che la diversità vivente della natura è un'alternativa alla monocultura, all'omogeneità e all'uniformità e corrisponde alla diversità vitale delle culture come fonte di ricchezza.
Nei saggi sulla biodiversità e sulla biotecnologia scritti come documenti di lavoro per la Conferenza delle Nazioni Unite su ambiente e sviluppo, Vandana Shiva denuncia gli interessi che stanno dietro le biotecnologie, contesta che queste possano migliorare le specie naturali e sottolinea i problemi etici e ambientali che pongono.

Nel 1995 ha scritto insieme all'economista tedesca Maria Meis il libro Ecofeminism, dimostrando ancora una volta che donne di culture diverse possono capirsi e lavorare insieme. Nel 1999 ha pubblicato Biopirateria. Il saccheggio della natura e dei saperi locali. E' del 2001 il testo Vacche sacre e Mucche pazze. Il furto delle riserve alimentari globali. Vandana Shiva è attualmente considerata la teorica più significativa dell'ecologia sociale ed è una dei leader dell'International Forum on Globalization.


Fonte:   http://erewhon.ticonuno.it/
Proposto da: Lorena

venerdì 23 ottobre 2009

Opportunità e ambiente: la fiera dell'ecosostenibile

Sabato 24 e domenica 25 ottobre si tiene ad Ostiglia la terza edizione di “Opportunità Ambiente: tecnologie e strumenti eco-sostenibili per le imprese e i cittadini”. Sostenibilità ambientale, bioedilizia, risparmio energetico e produzione di energia da fonti rinnovabili i temi in primo piano. La manifestazione è organizzata da PromoImpresa e dal Comune di Ostiglia in collaborazione con Politecnico di Milano, AGIRE; CNA e UPA Mantova, Mantova Expo e con il contributo di Camera di Commercio di Mantova, dell’Amministrazione Provinciale e del Comune stesso.

Circa 30 gli espositori aderenti all’iniziativa con una ricca gamma di prodotti quali: pannelli solari e fotovoltaici, caldaie e stufe a pellet, caldaie a condensazione e a biomassa in generale, termostufe, lampade solari e a risparmio energetico, sistemi di isolamento a cappotto, prodotti per la costruzione di edifici a cotenimento energetico, pompe di calore geotermico, inverter, piastre radianti, pavimenti in legno, serramenti termoisolanti in alluminio e in PVC per ridurre le dispersioni del calore, motocicli e bici elettriche. Oltre a iniziative di approfondimento e di sensibilizzazione rivolte alla popolazione, ai professionisti e ai bambini. Per loro, domenica pomeriggio, alle 16.00, lo spettacolo di burattini “IMMON e DIZIA una favola riciclata” e a seguire il WWF Basso Mantovano e la Ludoteca Peter Pan organizzano, presso il proprio stand, il laboratorio sul riciclaggio “Creare con la pasta”. La manifestazione ospita anche quest’anno il progetto Zero Regio, grazie a cui, in collaborazione con Labter Crea e Comune di Mantova è possibile effettuare prove di guida della panda ad idrogeno durante l’intera giornata di domenica.

Per il programma: http://www.mantova.com/IMPambiente20.asp

lunedì 21 settembre 2009

Grazie alla crisi, CO2 in calo "Una chance da non sprecare"

ROMA - La speranza è che accada quello che succede alle squadre in lotta per non retrocedere quando la radio in panchina annuncia che una rivale impegnata su un altro campo sta perdendo. Le forze si galvanizzano e quella che poco prima sembrava un'impresa impossibile diventa a portata di mano. Le trattative su un accordo internazionale per contrastare i cambiamenti climatici e regolamentare le emissioni di gas serra stentano a fare passi avanti. Le possibilità che l'appuntamento decisivo della conferenza Onu di dicembre a Copenaghen si concluda con un nulla di fatto aumentano di giorno in giorno. Ma mentre la diplomazia internazionale gira a vuoto, a dare un netto taglio alla combustione di fonti fossili ci sta pensando la recessione globale.

A fine 2009, secondo le stime diffuse dall'Agenzia internazionale per l'energia in un'anticipazione del suo consueto, la quantità di anidride carbonica immessa nell'atmosfera farà segnare una caduta di circa il 2,6% rispetto all'anno precedente, il calo più vistoso da 40 anni a questa parte. "L'ultimo crollo avvenne nel 1981 come conseguenza dello shock petrolifero e della crisi economica", ha ricordato il capo economista della Iea Fatih Birol all'agenzia Reuters.

Dal punto di vista strettamente ambientale si tratta di un dato decisamente positivo, ma che rischia di trasformarsi in una vittoria di Pirro se abbandonato a se stesso. L'invito che Birol rivolge ai leader mondiali è infatti quello a domare il drago della CO2 ora che è in terra. "Questa caduta nelle emissioni e negli investimenti nel settore delle fonti fossili - ha osservato commentando le previsioni dell'Agenzia - assumerà un significato solo con un'intesa sottoscritta a Copenaghen in grado di mandare un chiaro segnale low-carbon agli investitori". "Abbiamo avuto un cambiamento per via dei mutamenti nella domanda di energia e del rinvio di molti investimenti energetici - ha aggiunto - ma dobbiamo vedere come sapremo trasformarlo in un'opportunità unica".

Il pericolo è insomma che la grande chance offerta da questo arretramento possa non essere colta in tutte le sue potenzialità, lasciando che le emissioni tornino ad impennarsi non appena l'economia si rimetterà a correre. Il calo nelle emissioni di CO2 certificato dalla Iea non arriva comunque inaspettato. Diverse istituzioni nazionali si erano esercitate nei giorni scorsi in proiezioni su scala locale. La Energy Information Administration ha preventivato ad esempio un crollo del 6% nelle emissioni statunitensi, mentre le stime della Deutsche Bank per l'Europa parlano di una diminuzione compresa tra il 4 e il 5%.

Fonte: repubblica.it