Donne che si impegnano a migliorare nel loro piccolo il mondo
martedì 19 gennaio 2010
Pagine - Cinque libri per aiutare i bambini a comprendere il valore delle natura ed educarli a rispetto del mondo
Il nostro pianeta è in pericolo. Cambiamenti climatici, inquinamento, sfruttamento eccessivo delle risorse naturali, effetto serra sono termini entrati a far parte delle discussioni quotidiane di molti. L’acqua potabile comincia a scarseggiare anche in molti paesi industrializzati, i ghiacciai si stanno sciogliendo ai Poli mentre dall’Africa Centrale la desertificazione avanza. Non molto tempo fa il WWF ha lanciato l’allarme, ripreso ampiamente dai media, che se entro il 2050 non verranno ridotte le emissioni di gas inquinanti, la nostra Terra potrebbe entrare in una crisi irreversibile, tale da rendere impraticabile ogni possibilità di adattamento per gran parte dell’umanità e delle altre specie viventi. Bisogna fare qualcosa. E mentre i grandi sono impegnati (purtroppo ancora troppo poco) a cercare soluzioni di vita ecosostenibili per invertire questa tendenza, è indispensabile anche aiutare i bambini ad interpretare le future sfide ambientali che li aspettano, senza scatenare ansie e paure, facendogli capire che non è tutto scontato e che anche loro possono dare un valido contributo per migliorare la situazione. A parte il prezioso esempio degli adulti, per bambini e ragazzi c’è una vasta produzione editoriale che parla della natura con cui l’uomo da sempre è obbligato a stabilire un rapporto - e di ecologia, cioè della scienza che studia i rapporti reciproci dell’uomo con l’ambiente. Libri come percorsi educativi per imparare quanto è importante un corretto rapporto con l’ambiente, che stimolano la curiosità e l’interesse dei bambini per fenomeni naturali guidandoli a familiarizzare con gli ecosistemi del nostro pianeta: il mare, i fiumi, i laghi, l’atmosfera, la superficie terrestre. Vediamo insieme alcune proposte editoriali.
Dal Laboratorio della casa editrice Salani un manuale per proteggere il nostro pianeta e i suoi abitanti dal titolo Cinquanta cosa da fare per aiutare la terra, 152 pagine illustrate ( 10,00). Se finora i piccoli hanno imparato che il rispetto per l’ambiente consiste solo in una serie di divieti, usando questo libro scopriranno che invece possono fare tante cose, e che salvare la Terra può essere anche divertente. Persino nutrendo i vermi, proteggendo tesori sepolti, diventando ladri di bottiglie, inventandosi mercatini dell’usato e cominciando un’azione di boicottaggio del polistirolo. Il libro è adatto a bambini e bambine dagli 8 anni ma sarebbe una buona idea leggerlo insieme ai propri figli e scoprire che la fantasia ha molto a che fare con la scienza. Il manuale affronta le questioni ecologiche suggerendo contestualmente un intervento attivo dei ragazzi e offre la prospettiva di poter “governare in proprio come scrive Vezio Viola di Legambiente nell’introduzione qualche cambiamento utile a migliorare le situazioni descritte”.
Anche Geronimo Stilton ha voluto dire la sua scrivendo un libro dedicato proprio al rispetto e alla conoscenza dell’ambiente. E’ Il piccolo libro della natura della Piemme Junior Edizioni ( 4,90), un sintetico manuale di 48 pagine con regole di buona condotta per rispettare l’equilibrio del nostro pianeta. Il famoso topo giornalista per riprendersi all’inquinamento cittadino ha passato un paio di giorni nella fattoria con nonna Ortensia, tra mucche, cavalli, uova e pomodori. Ritorna a Topazia pieno di vita e dopo aver spiegato al nipotino Benjamin cosa significa ecologia, decide di raccoglie in un libro una serie di consigli e istruzioni per ridurre i consumi e gli sprechi di energia, per recuperare vecchi oggetti e destinare alla raccolta differenziata tutti i materiali che è possibile riciclare. Alla fine del volume, particolarmente indicato per i bambini dai 6 anni, c’è un mini-dizionario, un rapido quiz, le istruzioni per costruire un aquilone e un simpatico gioco - le carte del Memo della Natura - sviluppare la memoria visiva e l’amore per l’ambiente.
Per la collana Libri Illustrati della Nord Sud Edizioni, è stato tradotto in italiano, da Luigina Battistutta, Cinque diavoletti, l’ecologia in un libro per bambini, scritto da Sarah Dyer, che nel 2001 ha vinto la Bronze Medal allo Smarties Booker Prize. Il pregio di questo libro, in cui le illustrazioni hanno un importante ruolo narrativo, risiede soprattutto nella sua spontaneità e nella capacità di trasmettere ai più piccoli (il libro è adatto a bambini dai 3 anni) un messaggio universale attraverso una storia simbolica. Ogni giorno cinque diavoletti ammirano, dall'alto di una collina, il meraviglioso paesaggio del mondo, fin quando non si accontentano più di guardare ma vogliono portarsi a casa quei tesori. Così, ognuno sceglie cosa preferisce e, uno ad uno, il sole, la luna, il cielo, la terra, il mare scompaiono e il mondo rimane desolatamente solo. Ma il cielo senza terra non sa dove stare, la luna senza sole non brilla e i cinque diavoletti ci ripensano.
Intorno al mondo in ecociclo ( 12,90) di Beth Savan e Valerie Beth, Editoriale Scienza, è un libro che in modo semplice ed efficace invita i bambini (dagli 8 anni) a scoprire cosa sono e come funzionano i cicli naturali e gli ecosistemi, a capire come il ciclo dell’acqua ci porta la pioggia, come circola l’aria che respiriamo e perché è così inquinata, cos’è un habitat naturale o come l’acqua arriva nelle nostre case. Ma racconta soprattutto che ognuno di noi, adulto o bambino, può dare un valido contributo per ridurre l’inquinamento e lo spreco delle risorse, adottando semplici accorgimenti e rispettando l’ambiente che ci circonda. Il testo è corredato da giochi di squadra, test, prove pratiche e curiosità per saperne di più sulle case degli insetti, la pioggia acida, lo smog in provetta e lo smog nell’aria. Notizie utili per diventare un ecologista con i fiocchi, che sa come rispettare, ridurre, riusare e riciclare le risorse.
Fonte: www.guidagenitori.it
Proposto da: Lorena B.
mercoledì 13 gennaio 2010
DIADE - Violenza agita e subita nella relazione di cura: ricerca, analisi, proposte per prevenirla ed affrontarla
Provincia di Reggio Emilia, insieme ai Partners Azienda USL di Reggio Emilia, Consorzio Anziani e non solo ed Associazione Nondasola ha
organizzato un convegno per restituire gli esiti di un importante
progetto dedicato alle violenze e agli abusi nella relazione di cura,
finanziato dal Ministero Pari Opportunità.
DIADE Violenza agita e subita nella relazione di cura: ricerca, analisi, proposte per prevenirla ed affrontarla
22 gennaio 2010
ore 9,00 -13,00
Aula Magna "Pietro Manodori"
viale Allegri, 9 - Reggio Emilia
ore 9,00 -13,00
Aula Magna "Pietro Manodori"
viale Allegri, 9 - Reggio Emilia
La partecipazione al convegno non richiede iscrizione.
Il Progetto DIADE
Realizzato dalla Provincia di Reggio Emilia, a partire dall'agosto 2008 insieme all'Azienda Usl di Reggio Emilia, al Consorzio Anziani e non solo e all'Associazione Nondasola, DIADE ha indagato la complessa realtà di maltrattamenti, abusi, violenze che possono essere agiti o subiti all'interno di un rapporto privato di cura che si instaura al domicilio tra assitente familiare ed anziano assistito.
Realizzato dalla Provincia di Reggio Emilia, a partire dall'agosto 2008 insieme all'Azienda Usl di Reggio Emilia, al Consorzio Anziani e non solo e all'Associazione Nondasola, DIADE ha indagato la complessa realtà di maltrattamenti, abusi, violenze che possono essere agiti o subiti all'interno di un rapporto privato di cura che si instaura al domicilio tra assitente familiare ed anziano assistito.
Attraverso interviste e focus group si
sono analizzati i rischi contenuti nelle relazioni e nel contesto
lavorativo e affettivo che lega queste due fragilità arrivando ad
individuare le principali cause all'origine delle violenze.
In tal modo si è voluto preparare il terreno per realizzare azioni di sensibilizzazione, prevenzione e contrasto di tale fenomeno a partire dalla collaborazione di quanti hanno contribuito al successo del progetto.
Per altre informazioni: http://www.provincia.re.it/page.asp?IDCategoria=701&IDSezione=3617&ID=350362
martedì 5 gennaio 2010
IN VISITA ALLA TOMBA DEL PADRE CON UN QUATTROZAMPE AL SEGUITO: SIGNORA ALLONTANATA DAL CIMITERO DI BRESCIA
Pubblichiamo
di seguito una lettera di protesta della Sezione Enpa di Brescia contro
un atto di grave discriminazione: una signora bresciana che si era
recata a visitare la tomba del padre è stata invitata ad allontanarsi
dal cimitero monumentale perchè accompagnata dalla sua cagnolina.
Gentile diretttore
all’inizio di dicembre una signora di Brescia, Francesca, ci ha raccontato un episodio che giudichiamo triste e sintomatico di poca ragionevolezza e di scarso rispetto per la sensibilità altrui. La signora. Francesca è proprietaria, con la sua famiglia, di una cagnolina di nome Mafalda di 16 anni, amata e rispettata come tutti gli animali dovrebbero essere. Amati in quanto esseri sensibili ed innocenti, nostri compagni di vita che niente pretendono e tanto danno in termini compagnia e amore. Lo scorso maggio, purtroppo, la signora Francesca ha perso l’amato padre, ora sepolto al Cimitero Monumentale di Brescia: anche quest’uomo, in vita, ha molto amato la cagnolina Mafalda. Il 30 novembre la signora Francesca ha deciso di andare a fare visita alla tomba del padre; la sua idea era di portare anche Mafalda, ma, essendo a conoscenza del divieto di portare cani all’interno del cimitero, ha pensato ad una soluzione che le è sembrata ragionevole. Come fa quando porta a spasso la cagnolina in luoghi particolarmente affollati, l’ha messa su una carrozzina per evitare così qualsiasi inconveniente igienico, pensando che il divieto fosse legato proprio alla possibilità che i cani possano sporcare il suolo del cimitero. Dopo aver fatto cinquanta metri con Mafalda nel passeggino all’interno del cimitero, però, Francesca è stata raggiunta da due difensori civici che, in malo modo, le hanno intimato di portare fuori la cagnolina, minacciando pesanti sanzioni (“come fossi una ladra” dice Francesca). Non solo: uno dei due signori, quando ormai lei era già sulla via dell’uscita, le ha detto che il cane non poteva entrare lì perché quello è “un luogo sacro”. Questo è il fatto che più ha addolorato e umiliato la signora: essere trattata come una persona insensibile che ‘contamina’ un luogo sacro e non rispetta i sentimenti altrui. A noi sembra che la signora si sia comportata nel migliore dei modi: ha interpretato il divieto nell’unico senso possibile, una norma che vuole evitare, giustamente, inconvenienti igienici. Ha così trovato una soluzione, ma i due “tutori del sacro” hanno invece interpretato la disposizione in un altro modo: il cane, forse perché “impuro” o perché “animale” con la sua sola presenza contamina un '”luogo sacro”. Vorremmo quindi fare alcune considerazioni sulla vicenda. Anzitutto, questa norma ci pare poco utile se così espressa: infatti, in altri cimiteri i cani possono entrare (ad esempio a Roè Volciano, sempre nel Bresciano). E’ forse il caso di pensare che in quel paese i cittadini siano moralmente inferiori perché accettano un animale in un “luogo sacro”? Per questo motivo, è nostra intenzione contattare il settore comunale competente per chiedere una modifica di tale norma. In secondo luogo, notiamo che al Cimitero Monumentale di Brescia sono rappresentate, giustamente, tutte le religioni e tutte le sensibilità: cristiani, ebrei, musulmani, non credenti. Visto che c’è tanta apertura, non vediamo perché non possa esserci altrettanta comprensione per una persona che, in un momento di dolore, voleva avere vicino un essere per lei importante come quella anziana cagnolina che mai avrebbe causato disturbo ad alcuno. Perché allora non rispettare la signora che, per estrema correttezza, aveva pure messo la cagnolina in un passeggino, proprio nel rispetto della sensibilità degli altri cittadini? Da notare, infine, che il concetto di ‘sacro’ non sta solo nell’esteriorità della forma, come il rispetto della norma non sta nella sua semplice osservanza letterale. Per molte persone, l’amore e la compagnia dei loro animali sono importanti e insostituibili; se non la si pensa così, questa opinione non dovrebbe dare comunque il diritto di ledere i sentimenti altrui. Il sacro, dunque,non deriva dall’imposizione di un credo o di una religione, ma dovrebbe essere un sentimento personale di rispetto e devozione per una divinità, per la vita e verso per qualsiasi altro destinatario del nostro amore.
Gentile diretttore
all’inizio di dicembre una signora di Brescia, Francesca, ci ha raccontato un episodio che giudichiamo triste e sintomatico di poca ragionevolezza e di scarso rispetto per la sensibilità altrui. La signora. Francesca è proprietaria, con la sua famiglia, di una cagnolina di nome Mafalda di 16 anni, amata e rispettata come tutti gli animali dovrebbero essere. Amati in quanto esseri sensibili ed innocenti, nostri compagni di vita che niente pretendono e tanto danno in termini compagnia e amore. Lo scorso maggio, purtroppo, la signora Francesca ha perso l’amato padre, ora sepolto al Cimitero Monumentale di Brescia: anche quest’uomo, in vita, ha molto amato la cagnolina Mafalda. Il 30 novembre la signora Francesca ha deciso di andare a fare visita alla tomba del padre; la sua idea era di portare anche Mafalda, ma, essendo a conoscenza del divieto di portare cani all’interno del cimitero, ha pensato ad una soluzione che le è sembrata ragionevole. Come fa quando porta a spasso la cagnolina in luoghi particolarmente affollati, l’ha messa su una carrozzina per evitare così qualsiasi inconveniente igienico, pensando che il divieto fosse legato proprio alla possibilità che i cani possano sporcare il suolo del cimitero. Dopo aver fatto cinquanta metri con Mafalda nel passeggino all’interno del cimitero, però, Francesca è stata raggiunta da due difensori civici che, in malo modo, le hanno intimato di portare fuori la cagnolina, minacciando pesanti sanzioni (“come fossi una ladra” dice Francesca). Non solo: uno dei due signori, quando ormai lei era già sulla via dell’uscita, le ha detto che il cane non poteva entrare lì perché quello è “un luogo sacro”. Questo è il fatto che più ha addolorato e umiliato la signora: essere trattata come una persona insensibile che ‘contamina’ un luogo sacro e non rispetta i sentimenti altrui. A noi sembra che la signora si sia comportata nel migliore dei modi: ha interpretato il divieto nell’unico senso possibile, una norma che vuole evitare, giustamente, inconvenienti igienici. Ha così trovato una soluzione, ma i due “tutori del sacro” hanno invece interpretato la disposizione in un altro modo: il cane, forse perché “impuro” o perché “animale” con la sua sola presenza contamina un '”luogo sacro”. Vorremmo quindi fare alcune considerazioni sulla vicenda. Anzitutto, questa norma ci pare poco utile se così espressa: infatti, in altri cimiteri i cani possono entrare (ad esempio a Roè Volciano, sempre nel Bresciano). E’ forse il caso di pensare che in quel paese i cittadini siano moralmente inferiori perché accettano un animale in un “luogo sacro”? Per questo motivo, è nostra intenzione contattare il settore comunale competente per chiedere una modifica di tale norma. In secondo luogo, notiamo che al Cimitero Monumentale di Brescia sono rappresentate, giustamente, tutte le religioni e tutte le sensibilità: cristiani, ebrei, musulmani, non credenti. Visto che c’è tanta apertura, non vediamo perché non possa esserci altrettanta comprensione per una persona che, in un momento di dolore, voleva avere vicino un essere per lei importante come quella anziana cagnolina che mai avrebbe causato disturbo ad alcuno. Perché allora non rispettare la signora che, per estrema correttezza, aveva pure messo la cagnolina in un passeggino, proprio nel rispetto della sensibilità degli altri cittadini? Da notare, infine, che il concetto di ‘sacro’ non sta solo nell’esteriorità della forma, come il rispetto della norma non sta nella sua semplice osservanza letterale. Per molte persone, l’amore e la compagnia dei loro animali sono importanti e insostituibili; se non la si pensa così, questa opinione non dovrebbe dare comunque il diritto di ledere i sentimenti altrui. Il sacro, dunque,non deriva dall’imposizione di un credo o di una religione, ma dovrebbe essere un sentimento personale di rispetto e devozione per una divinità, per la vita e verso per qualsiasi altro destinatario del nostro amore.
Fonte: www.enpa.it
Cosa ne pensate? Dite la vostra lasciando un commento!
lunedì 4 gennaio 2010
Grandi donne: Vandana Shiva
Fisica
quantistica ed economista, dirige il Centro per la Scienza,
Tecnologia e Politica delle Risorse Naturali di Dehra Dun in
India. È considerata la teorica più nota di una
nuova scienza:
l'ecologia sociale.
Vandana Shiva è nata nel 1952 a Dehra Dun, nell'India del nord, da una famiglia progressista. Ha studiato nelle università inglesi e americane laureandosi in fisica. Tornata a casa dopo aver terminato gli studi, rimase traumatizzata rivedendo l'Himalaya: aveva lasciato una montagna verde e ricca d'acqua con gente felice, poi era arrivato il cosiddetto "aiuto" della Banca Mondiale con il progetto della costruzione di una grande diga e quella parte dell'Himalaya era diventato un groviglio di strade e di slum, di miseria, di polvere e smog, con gente impoverita non solo materialmente. Decise così di abbandonare la fisica nucleare e di dedicarsi all'ecologia.
Vandana Shiva è nata nel 1952 a Dehra Dun, nell'India del nord, da una famiglia progressista. Ha studiato nelle università inglesi e americane laureandosi in fisica. Tornata a casa dopo aver terminato gli studi, rimase traumatizzata rivedendo l'Himalaya: aveva lasciato una montagna verde e ricca d'acqua con gente felice, poi era arrivato il cosiddetto "aiuto" della Banca Mondiale con il progetto della costruzione di una grande diga e quella parte dell'Himalaya era diventato un groviglio di strade e di slum, di miseria, di polvere e smog, con gente impoverita non solo materialmente. Decise così di abbandonare la fisica nucleare e di dedicarsi all'ecologia.
Nel 1982 ha
fondato nella sua città natale il Centro per la Scienza, Tecnologia e Politica
delle Risorse Naturali, un istituto indipendente di
ricerca che affronta i più significativi problemi
dell'ecologia sociale dei nostri tempi, in stretta
collaborazione con le comunità locali e i movimenti sociali.
Vandana Shiva fa parte dell'esteso movimento di donne che in
Asia, Africa e America Latina critica le politiche di aiuto
allo sviluppo attuate dagli organismi internazionali e indica
nuove vie alla crescita economica rispettose della cultura
delle comunità locali, che rivendicano il valore di modelli di
vita diversi dall'economia di mercato. L'incontro con le donne
del movimento "Cipko", che abbracciano i tronchi che i
tagliatori stanno per abbattere nelle foreste dell'Himalaya,
ha permesso a Vandana Shiva di ampliare la comprensione di
nessi tra ecologia e femminismo.
Nel suo libro
Staying Alive: Women, Ecology and
Survival, pubblicato in Italia nel 1990 col
titolo Sopravvivere allo
sviluppo, la scienziata denuncia le conseguenze
disastrose che il cosiddetto "sviluppo" ha portato nel Terzo
Mondo. Lo sviluppo, o piuttosto il "malsviluppo", come lo
definisce la scienziata, anziché rispondere a bisogni
essenziali minaccia la stessa sopravvivenza del pianeta e di
chi vi abita. Le conseguenze dello "sviluppo" sono la
massiccia distruzione ambientale, un enorme indebitamento che
spinge i paesi a fare programmi di aggiustamento strutturale
basati sulla scelta di spendere meno in salute pubblica,
scolarizzazione e sussistenza rendendo la gente più povera.
Si verifica così
la distruzione di culture e di altri modi di vivere per far
posto a culture competitive il cui grado di civiltà è dato
solo dal mercato. Il danno maggiore prodotto dalla civiltà
industriale, secondo Vandana, è stata l'equazione donna-natura
e la definizione di entrambe come passive, inerti, materia
prima da manipolare. A suo avviso invece "le donne sono le
depositarie di un sapere originario, derivato da secoli di
familiarità con la terra, un sapere che la scienza moderna
baconiana e maschilista ha condannato a morte". Per il
patriarcato occidentale la cultura è altro dalla natura, dalla
donna e così gli uomini hanno creato uno sviluppo "privo del
principio femminile, conservativo, ecologico" e fondato "sullo
sfruttamento delle donne e della natura".
Nel 1991 Vandana
Shiva ha fondato Navdanya,
un movimento per proteggere la diversità e l'integrità delle
risorse viventi, specialmente dei semi autoctoni (native
seeds) in via di estinzione a causa della diffusione delle
coltivazioni industriali. Nella visione di Vandana Shiva, la
riproduzione femminile e la riproduzione agricola sono due
processi vitali che hanno la stessa capacità di sottrarsi e di
resistere alla mercificazione. La possibilità delle donne di
concepire e la possibilità dei semi di autogenerarsi sono
entrambi processi naturali gratuiti, dove la legge del mercato
è stata costretta a fermarsi. Ma come le donne sono state
lentamente espropriate, attraverso la scienza maschile
occidentale del loro corpo e del sapere sul loro corpo, così i
contadini vengono espropriati del sapere sui loro
semi.
Nel mondo
sviluppato, il primo passo nella direzione della espropiazione
è stato proprio quello di introdurre piante sterili costruite
attraverso la biotecnologia in laboratorio, per aumentare la
produttività e, in teoria, per limitare l'uso dei pesticidi.
In realtà questa perdita di diversità biologica fa sì che le
coltivazioni siano invece molto più vulnerabili agli attacchi
dei parassiti e soprattutto costringe i coltivatori a
ricomprare i semi per ogni semina. Come se non bastasse, le
multinazionali agro-chimiche si impossessano dei semi
selezionati dal lavoro millenario dei contadini del Terzo
mondo, per analizzarli e registrarli con un vero e proprio
brevetto, per rifarli in laboratorio e rivenderli a caro
prezzo o obbligare i contadini di quegli stessi paesi a pagare
il "diritto d'autore" dei semi, al momento della semina. Anche
per aver denunciato tutto questo Vandana Shiva è stata
premiata nel 1993 con il "Right livehood award", ritenuto il
Premio Nobel alternativo.
Nello stesso anno
ha scritto Monocultures of the
Perspectives on Biodiversity and Biotechnology,
pubblicato in Italia col titolo Monoculture della mente. Biodiversità,
biotecnologia e agricoltura scientifica, una
raccolta di cinque saggi che riflette sulle cause della
scomparsa della diversità e sulle sfide da vincere per
contrastarla. In questo lavoro la scienziata sostiene che la
diversità vivente della natura è un'alternativa alla
monocultura, all'omogeneità e all'uniformità e corrisponde
alla diversità vitale delle culture come fonte di ricchezza.
Nei saggi sulla biodiversità e sulla biotecnologia scritti come documenti di lavoro per la Conferenza delle Nazioni Unite su ambiente e sviluppo, Vandana Shiva denuncia gli interessi che stanno dietro le biotecnologie, contesta che queste possano migliorare le specie naturali e sottolinea i problemi etici e ambientali che pongono.
Nei saggi sulla biodiversità e sulla biotecnologia scritti come documenti di lavoro per la Conferenza delle Nazioni Unite su ambiente e sviluppo, Vandana Shiva denuncia gli interessi che stanno dietro le biotecnologie, contesta che queste possano migliorare le specie naturali e sottolinea i problemi etici e ambientali che pongono.
Nel 1995 ha
scritto insieme all'economista tedesca Maria Meis il libro
Ecofeminism, dimostrando
ancora una volta che donne di culture diverse possono capirsi
e lavorare insieme. Nel 1999 ha pubblicato Biopirateria. Il saccheggio della natura e
dei saperi locali. E' del 2001 il testo Vacche sacre e Mucche pazze. Il furto delle
riserve alimentari globali. Vandana Shiva è
attualmente considerata la teorica più significativa
dell'ecologia sociale ed è una dei leader dell'International
Forum on Globalization.
Fonte: http://erewhon.ticonuno.it/
Proposto da: Lorenagiovedì 10 dicembre 2009
DIRITTI UNIVERSALI DELL'UMANITA'
E dopo la bella serata di stasera del Consiglio Comunale Aperto a Guastalla sul tema
della violenza alle donne,vi invitiamo ad un'altra iniziativa:
Vi aspettiamo numerosi!
mercoledì 9 dicembre 2009
Cosa sono i Gruppi di Acquisto Solidale (G.A.S.)?
Un gruppo d’acquisto e' formato da un insieme di persone che decidono
di incontrarsi per acquistare all’ingrosso prodotti alimentari o di uso
comune, da ridistribuire tra loro.
Si ma... perché si chiama solidale?
Un gruppo d’acquisto diventa solidale nel momento in cui decide di utilizzare il concetto di solidarieta' come criterio guida nella scelta dei prodotti. Solidarieta' che parte dai membri del gruppo e si estende ai piccoli produttori che forniscono i prodotti, al rispetto dell’ambiente, ai popoli del sud del mondo e a colore che - a causa della ingiusta ripartizione delle ricchezze - subiscono le conseguenze inique di questo modello di sviluppo.
Perché nasce una G.A.S.?
Ogni GAS nasce per motivazioni proprie, spesso però alla base vi è una critica profonda verso il modello di consumo e di economia globale ora imperante, insieme alla ricerca di una alternativa praticabile da subito. Il gruppo aiuta a non sentirsi soli nella propria critica al consumismo, a scambiarsi esperienze ed appoggio, a verificare le proprie scelte.
Come nasce un G.A.S.?
Uno comincia a parlare dell’idea degli acquisti collettivi nel proprio giro di amici, e se trova altri interessati si forma il gruppo. Insieme ci si occupa di ricercare nella zona piccoli produttori rispettosi dell’uomo e dell’ambiente, di raccogliere gli ordini tra chi aderisce, di acquistare i prodotti e distribuirli... e si parte!
Criteri solidali per la scelta dei prodotti
I gruppi cercano prodotti provenienti da piccoli produttori locali per avere la possibilita' di conoscerli direttamente e per ridurre l’inquinamento e lo spreco di energia derivanti dal trasporto. Inoltre si cercano prodotti biologici o ecologici che siano stati realizzati rispettando le condizioni di lavoro.
Una rete
I gruppi di acquisto sono collegati fra di loro in una rete che serve ad aiutarli e a diffondere questa esperienza attraverso lo scambio di informazioni. Attualmente in Italia sono censiti oltre 600 GAS.
Tutti i dettagli su:
http://www.retegas.org/
I Gruppi di acquisto della provincia di Reggio Emilia :
Fonte: http://consigliocomunalegualtieri.blogspot.com/
Si ma... perché si chiama solidale?
Un gruppo d’acquisto diventa solidale nel momento in cui decide di utilizzare il concetto di solidarieta' come criterio guida nella scelta dei prodotti. Solidarieta' che parte dai membri del gruppo e si estende ai piccoli produttori che forniscono i prodotti, al rispetto dell’ambiente, ai popoli del sud del mondo e a colore che - a causa della ingiusta ripartizione delle ricchezze - subiscono le conseguenze inique di questo modello di sviluppo.
Perché nasce una G.A.S.?
Ogni GAS nasce per motivazioni proprie, spesso però alla base vi è una critica profonda verso il modello di consumo e di economia globale ora imperante, insieme alla ricerca di una alternativa praticabile da subito. Il gruppo aiuta a non sentirsi soli nella propria critica al consumismo, a scambiarsi esperienze ed appoggio, a verificare le proprie scelte.
Come nasce un G.A.S.?
Uno comincia a parlare dell’idea degli acquisti collettivi nel proprio giro di amici, e se trova altri interessati si forma il gruppo. Insieme ci si occupa di ricercare nella zona piccoli produttori rispettosi dell’uomo e dell’ambiente, di raccogliere gli ordini tra chi aderisce, di acquistare i prodotti e distribuirli... e si parte!
Criteri solidali per la scelta dei prodotti
I gruppi cercano prodotti provenienti da piccoli produttori locali per avere la possibilita' di conoscerli direttamente e per ridurre l’inquinamento e lo spreco di energia derivanti dal trasporto. Inoltre si cercano prodotti biologici o ecologici che siano stati realizzati rispettando le condizioni di lavoro.
Una rete
I gruppi di acquisto sono collegati fra di loro in una rete che serve ad aiutarli e a diffondere questa esperienza attraverso lo scambio di informazioni. Attualmente in Italia sono censiti oltre 600 GAS.
Tutti i dettagli su:
http://www.retegas.org/
I Gruppi di acquisto della provincia di Reggio Emilia :
| G.A.S. Fa Quèl Casalgrande | 42013 | Casalgrande (Reggio Emilia) | |
| Gas del Buco | 42100 | Buco del Signore, Reggio Emilia (Reggio Emilia) | |
| Cesta di Artemide | 42046 | Reggiolo (Reggio Emilia) | |
| La Veggia gas | 42013 | Veggia di Casalgrande (Reggio Emilia) | |
| Para Todos | 42024 | Castelnovo di Sotto (Reggio Emilia) | |
| SOLIIDEA | 42025 | Cavriago (Reggio Emilia) | |
| GAS TRE | 42014 | Castellarano (Reggio Emilia) | |
| G.A.S. Arcobaleno | 42100 | Reggio Emilia | |
| GAC Reggio | 42100 | Reggio Emilia | |
| GAS Arci L'albero sacro |
Fonte: http://consigliocomunalegualtieri.blogspot.com/
venerdì 4 dicembre 2009
All’ospedale civile di Guastalla si inaugurano i parcheggi rosa
GUASTALLA – Continuano le iniziative del Comune di Guastalla contro la violenza alle donne, realizzate in collaborazione con Terra di Donne Associazione Bassa Reggiana.
I prossimi appuntamenti, che chiudono il ciclo delle iniziative, sono fissati per mercoledì 9 ore 10.30, quando verranno inaugurati i “Parcheggi Rosa” all’Ospedale Civile di Guastalla alla presenza di Giuliana Boschini, Direttore del Distretto Socio-Sanitario. Sono collocati nelle vicinanze dell’entrata all’Ospedale e sono riservati alle donne, in particolare anziane e gravide. Soprattutto serviranno a quelle donne che devono assistere ammalati entrando o uscendo da sole dall’ospedale in orari «a rischio di aggressione, abbiamo cercato di accorciare al massimo il tragitto», spiega l’assessore Rosa Maria De Lorenzi.
Sempre mercoledì 9 dicembre alle 20.30 nella Sala Civica si terrà il Consiglio Comunale Straordinario Aperto, durante il quale i consiglieri comunali non riceveranno per scelta il gettone di presenza. Si parlerà e si dialogherà con il pubblico sul tema della violenza sulle donne. Dopo il saluto del Sindaco Giorgio Benaglia, interverranno Alessandra Campani, presidente dell’Ass. Nondasola, una rappresentante dell’Ass. Terra di Donne Bassa Reggiana, l’Avv. Maria Elena Benassi, Cesare Capocasa, responsabile della.
Divisione Anticrimine di Reggio, il Dott. Leo Nicola, Comandante Compagnia Carabinieri di Guastalla. Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare.
fonte: Il giornale di Reggio, Mercoledi 2 dicembre
I prossimi appuntamenti, che chiudono il ciclo delle iniziative, sono fissati per mercoledì 9 ore 10.30, quando verranno inaugurati i “Parcheggi Rosa” all’Ospedale Civile di Guastalla alla presenza di Giuliana Boschini, Direttore del Distretto Socio-Sanitario. Sono collocati nelle vicinanze dell’entrata all’Ospedale e sono riservati alle donne, in particolare anziane e gravide. Soprattutto serviranno a quelle donne che devono assistere ammalati entrando o uscendo da sole dall’ospedale in orari «a rischio di aggressione, abbiamo cercato di accorciare al massimo il tragitto», spiega l’assessore Rosa Maria De Lorenzi.
Sempre mercoledì 9 dicembre alle 20.30 nella Sala Civica si terrà il Consiglio Comunale Straordinario Aperto, durante il quale i consiglieri comunali non riceveranno per scelta il gettone di presenza. Si parlerà e si dialogherà con il pubblico sul tema della violenza sulle donne. Dopo il saluto del Sindaco Giorgio Benaglia, interverranno Alessandra Campani, presidente dell’Ass. Nondasola, una rappresentante dell’Ass. Terra di Donne Bassa Reggiana, l’Avv. Maria Elena Benassi, Cesare Capocasa, responsabile della.
Divisione Anticrimine di Reggio, il Dott. Leo Nicola, Comandante Compagnia Carabinieri di Guastalla. Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare.
fonte: Il giornale di Reggio, Mercoledi 2 dicembre
lunedì 23 novembre 2009
25 Novembre Giornata Internazionale contro la Violenza alle Donne
Ricorre mercoledì 25 novembre la Giornata Internazionale contro la violenza alle donne e per questa occasione la nostra Associazione ha messo in piedi un articolato programma per informare e parlare di un problema che andrebbe affronato tutto l'anno. Ecco le iniziative che proponiamo con la collaborazione del Comune di Guastalla dove si svolgeranno gli eventi:
- Mercoledì 25 e sabato 28 novembre in via Gonzaga per tutta la giornata Campagna del Fiocco Bianco e distribuzione di materiale informativo
- Domenica 29 Novembre ore 21.00 al Teatro Comunale Ruggero Ruggeri "Nudi, le ombre della violenza sulle donne", scritto e interpretato da Bernardino Bonzani e Monica Morini. Ingresso gratuito. Lunedì 30 novembre Ore 10.00 la rappresentazione verrà riproposta per le classi dell' Istituto Russel con l’intervento dell’Associazione NONDASOLA.
- Mercoledì 9 dicembre
- ore 10.30 Inaugurazione Parcheggi Rosa presso Ospedale Civile alla presenza Dott.ssa Giuliana Boschini
- ore 20.30 presso Sala Civica Consiglio Comunale straordinario aperto, con gli interventi di: Dott.ssa Alessandra Campani della Ass. NONDASOLA, Dott. Cesare Capocasa resp. Divisione anticrimine di Reggio Emilia, Avv. Maria Elena Benassi
domenica 1 novembre 2009
Una grande donna ci ha lasciato
MILANO - E' morta a Milano la poetessa Alda Merini. Aveva 78
anni. Era ricoverata all'ospedale San Paolo (la camera ardente sarà
allestita a Palazzo Marino) da una decina di giorni per un tumore
osseo. Viveva in condizioni di quasi indigenza (una scelta di vita
basata su una sorta di "noncuranza") tanto che i pasti quotidiani le
venivano portati dai servizi sociali comunali. Ha cantato gli esclusi e
ha vissuto sulla sua pelle una delle peggiori forme di esclusione: la
malattia mentale.
fonte: repubblica.it
fonte: repubblica.it
Riportiamo su questo blog solo poche righe per dare la notizia della scomparsa di Alda Merini che è stata una grande donna, prima ancora di essere una grande poetessa. Poche righe perchè il nostro desiderio è che siate voi che passate di qua a scrivere qualche parola in ricordo di colei che ne scrisse tante per noi.
Un omaggio di parole per una donna che ricamava parole.
venerdì 23 ottobre 2009
Opportunità e ambiente: la fiera dell'ecosostenibile
Sabato 24 e domenica 25 ottobre si tiene ad Ostiglia la terza edizione di “Opportunità Ambiente: tecnologie e strumenti eco-sostenibili per le imprese e i cittadini”. Sostenibilità ambientale, bioedilizia, risparmio energetico e produzione di energia da fonti rinnovabili i temi in primo piano. La manifestazione è organizzata da PromoImpresa e dal Comune di Ostiglia in collaborazione con Politecnico di Milano, AGIRE; CNA e UPA Mantova, Mantova Expo e con il contributo di Camera di Commercio di Mantova, dell’Amministrazione Provinciale e del Comune stesso.Circa 30 gli espositori aderenti all’iniziativa con una ricca gamma di prodotti quali: pannelli solari e fotovoltaici, caldaie e stufe a pellet, caldaie a condensazione e a biomassa in generale, termostufe, lampade solari e a risparmio energetico, sistemi di isolamento a cappotto, prodotti per la costruzione di edifici a cotenimento energetico, pompe di calore geotermico, inverter, piastre radianti, pavimenti in legno, serramenti termoisolanti in alluminio e in PVC per ridurre le dispersioni del calore, motocicli e bici elettriche. Oltre a iniziative di approfondimento e di sensibilizzazione rivolte alla popolazione, ai professionisti e ai bambini. Per loro, domenica pomeriggio, alle 16.00, lo spettacolo di burattini “IMMON e DIZIA una favola riciclata” e a seguire il WWF Basso Mantovano e la Ludoteca Peter Pan organizzano, presso il proprio stand, il laboratorio sul riciclaggio “Creare con la pasta”. La manifestazione ospita anche quest’anno il progetto Zero Regio, grazie a cui, in collaborazione con Labter Crea e Comune di Mantova è possibile effettuare prove di guida della panda ad idrogeno durante l’intera giornata di domenica.
Per il programma: http://www.mantova.com/IMPambiente20.asp
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